Emergenza influenza in Sardegna: pronto soccorso al collasso

La sanità sarda si trova ad affrontare una complessa emergenza, caratterizzata da un’impennata dei casi influenzali che, unita a criticità strutturali preesistenti, sta mettendo a dura prova il sistema di pronto soccorso dell’Isola.

La Sardegna, in particolare, emerge come una delle regioni italiane più colpite dall’attuale ondata influenzale, un dato che aggrava un quadro già fragile.
L’afflusso massiccio di pazienti con sintomi influenzali, frequentemente associati a complicanze respiratorie, sta generando un effetto domino che interessa l’intero ospedale.

Il direttore della struttura complessa di Pronto soccorso e Medicina d’urgenza dell’AOU di Sassari, Paolo Pinna Parpaglia, sottolinea come l’incremento dei casi non si limiti al solo pronto soccorso, ma si ripercuota su tutte le aree ospedaliere, sovraccaricando i reparti di area medica, già saturi per altre patologie croniche e acute.
La situazione è aggravata dalla carenza di posti letto, un problema endemico che precede l’attuale emergenza influenzale.

Questo si traduce in lunghe attese in barella per i pazienti in attesa di ricovero, con conseguenze negative sulla qualità dell’assistenza e aumentando il rischio di eventi avversi.
La difficoltà di isolare i pazienti affetti da influenza, come raccomandato dopo la pandemia di COVID-19, rappresenta un ulteriore elemento di rischio di trasmissioni nosocomiali.

Si evidenzia come una significativa percentuale degli accessi al pronto soccorso riguardi pazienti anziani (oltre il 30% con età superiore ai 75 anni), spesso affetti da patologie a bassa complessità clinica che potrebbero essere gestite efficacemente in contesti ambulatoriali o domiciliari, sotto la supervisione del medico di famiglia.

La scelta del pronto soccorso, in questi casi, non solo risulta inefficiente ma espone i pazienti anziani, spesso con un sistema immunitario compromesso, a un rischio concreto di infezioni secondarie, in un ambiente affollato e potenzialmente contaminato.

Il direttore dell’AOU di Cagliari, Wolfgang Orecchioni, descrive la situazione come “intollerabile”, evidenziando le implicazioni negative sull’assistenza e il potenziale aumento di complicanze e mortalità.

L’appello alla vaccinazione, ribadito con urgenza, si configura come una misura preventiva fondamentale per alleviare la pressione sul sistema sanitario e proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione.
La vaccinazione non solo riduce il rischio di contrarre l’influenza, ma contribuisce anche a mitigare la gravità della malattia e a diminuire la necessità di ricorso al pronto soccorso, liberando risorse per i pazienti che necessitano di cure più intensive.

La gestione ottimale dell’emergenza influenzale richiede, pertanto, un approccio integrato che coinvolga la sensibilizzazione dei cittadini, l’ottimizzazione dei percorsi di cura e un rafforzamento delle capacità di risposta del sistema sanitario.

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