La provincia di Sassari si trova ad affrontare un’emergenza sicurezza acuita da una decisione che suscita allarme e disappunto tra le forze dell’ordine e le rappresentanze sindacali: l’assenza di rinforzi derivanti dal 231° corso di formazione degli agenti di polizia di Stato.
Questa scelta, apparentemente burocratica, si traduce in una concreta carenza di risorse umane in un territorio già provato da pensionamenti, trasferimenti e un progressivo incremento delle richieste operative.
La situazione non è nuova.
La provincia di Sassari, con la sua estensione geografica e le peculiarità socio-economiche, ha storicamente sofferto di una carenza di personale che ha generato un impatto diretto sulla capacità di garantire la sicurezza pubblica e l’applicazione della legge.
La decisione di non destinare alcun agente del nuovo corso a Sassari aggrava ulteriormente questa criticità, creando una spirale negativa che mette a dura prova la tenuta del sistema di sicurezza locale.
Il segretario provinciale del Siulp, Massimiliano Pala, sottolinea come questa scelta rappresenti un cortocircuito strategico, ignorando la realtà del territorio e le esigenze impellenti delle forze dell’ordine.
La pressione sul personale esistente si fa sentire in maniera sempre più intensa, compromettendo la qualità del servizio e incrementando il rischio di errori o omissioni.
La diminuzione delle risorse umane non incide solo sulla capacità di risposta immediata alle emergenze, ma mina anche la possibilità di implementare strategie di prevenzione del crimine e di rafforzare il rapporto di fiducia tra polizia e comunità.
Oltre alle conseguenze operative, la scelta in questione solleva interrogativi più ampi sulla distribuzione delle risorse a livello nazionale e sulla capacità del Ministero dell’Interno di comprendere le specificità delle diverse aree del Paese.
Il Siulp, con fermezza, chiede un immediato ripensamento della decisione, evidenziando come il trattamento riservato alla provincia di Sassari appaia penalizzante e discriminatorio.
La sicurezza non è un bene distribuibile secondo logiche centralizzate, ma richiede un’attenta valutazione delle esigenze locali, un ascolto attento delle forze dell’ordine che operano in prima linea e un investimento continuo in risorse umane e tecnologiche.
La richiesta del Siulp non è solo una rivendicazione sindacale, ma un appello alla responsabilità delle istituzioni, al fine di tutelare la legalità, proteggere i cittadini e garantire un futuro più sicuro per la provincia di Sassari.
L’inerzia in questo contesto non è un’opzione percorribile; è imperativo agire con tempestività e determinazione per affrontare questa emergenza e ripristinare un equilibrio perduto.








