La Farmacia in Piazza: Un Grido di Dignità Professionale e Rivendicazione SalarialeUn’onda di protesta si propaga in tutta Italia, con farmacisti e collaboratrici in farmacia che scendono in piazza per denunciare una situazione insostenibile e rivendicare il giusto riconoscimento del loro prezioso contributo alla società.
A Cagliari, come in altre città, le strade si animano di camici bianchi, bandiere e striscioni che esprimono un’unica, forte richiesta: “Più valore ai farmacisti”.
La mobilitazione, promossa congiuntamente da CGIL, CISL e UIL, non è un evento isolato, ma l’esito di un crescente disagio professionale e una risposta alla rigidità di Federfarma nel rinnovare il Contratto Collettivo Nazionale di lavoro.
La segretaria regionale della Filcams CGIL, Nella Milazzo, lancia un appello urgente: “Federfarma sta mettendo a rischio il rispetto e la linfa vitale del settore, trascurando il benessere di coloro che ne sostengono l’operatività e garantiscono un servizio essenziale alla collettività.
”Il fulcro della disputa risiede nel tema salariale, una criticità ampiamente segnalata dall’OCSE.
L’Italia si distingue nel panorama europeo per un crollo degli stipendi che la pone in una posizione di svantaggio rispetto ad altri Paesi dell’Eurozona.
Nel 2025, le buste paga italiane saranno inferiori del 7,5% rispetto al 2021, un dato allarmante che riflette una perdita significativa del potere d’acquisto per i lavoratori.
La protesta si inserisce in un contesto economico più ampio, caratterizzato da un’inflazione che ha eroso il valore del reddito disponibile.
I segretari regionali Milazzo, Porcedda e Ardau sottolineano come, in questo scenario, si continui a negare un adeguato riconoscimento economico ai lavoratori, mentre si incassano risorse pubbliche dal governo nazionale.
Un elemento cruciale da considerare è il futuro assetto del settore.
A partire dal 1 gennaio 2026, farmacie pubbliche e private saranno ufficialmente integrate nel Servizio Sanitario Nazionale come strutture sanitarie.
Questa integrazione comporta un aumento significativo del carico di lavoro e delle responsabilità per i farmacisti e le collaboratrici, che rischiano di trovarsi a gestire maggiori impegni senza un adeguato riconoscimento economico e normativo.
La protesta non è solo una rivendicazione salariale, ma anche una denuncia di un modello economico che privilegia il profitto a discapito del benessere dei lavoratori.
I segretari sindacali denunciano l’intenzione di arricchirsi sulle spalle di chi, con dedizione e senso di responsabilità, offre un servizio indispensabile.
In un Paese dove i servizi sanitari sono spesso carenti e molte persone si sentono isolate, la farmacia rappresenta spesso un punto di riferimento vitale.
La mobilitazione dei farmacisti è un grido di dignità professionale e una richiesta di giustizia sociale, un appello a riconoscere il valore del lavoro e a costruire un futuro in cui il benessere dei lavoratori sia una priorità.
Il futuro della sanità locale e la qualità del servizio offerto alla comunità dipendono anche dalla capacità di ascoltare e rispondere a queste legittime richieste.

