La vicenda legata alle accuse penali del 2017, che hanno coinvolto figure dirigenziali ma hanno lasciato inalterata la posizione giuridica della Fluorsid e che non hanno mai raggiunto la fase processuale di dibattimento, si riapre con il servizio di Report.
In risposta, l’azienda, tramite l’avvocato Carlo Sassi, intende chiarire alcuni aspetti cruciali, sottolineando l’impegno concreto verso la sostenibilità ambientale e il rigoroso rispetto delle normative.
Nel 2019, in accordo con la Procura della Repubblica, la Fluorsid si è impegnata a investire complessivamente circa 22 milioni di euro in un piano di interventi industriali e ambientali, un impegno che è stato puntualmente onorato.
Tale investimento non si configura come un’ammissione di colpa, bensì come una volontà proattiva di migliorare ulteriormente le prestazioni ambientali dell’azienda, dimostrando la centralità della responsabilità sociale d’impresa.
L’azienda, attiva nel settore chimico da oltre mezzo secolo, ha sempre considerato la tutela dell’ambiente e la salute delle comunità circostanti come valori imprescindibili.
Questa filosofia permea ogni aspetto delle scelte aziendali, guidando l’adozione di tecnologie all’avanguardia e di processi produttivi efficienti.
Le verifiche e i controlli a cui la Fluorsid è stata sottoposta nel corso degli anni non hanno mai accertato un nesso causale tra le attività produttive e i presunti danni ambientali, evidenziando l’efficacia dei sistemi di prevenzione e controllo implementati.
Il piano di investimenti implementato non ha previsto attività di bonifica dei terreni all’esterno dello stabilimento, ma si è concentrato su interventi mirati all’ottimizzazione delle prestazioni ambientali, al miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori, alla prevenzione di incidenti rilevanti e all’incremento dell’efficienza energetica.
L’azienda ribadisce l’assenza di obblighi giuridici di rimozione di materiali, la cui attribuzione all’attività produttiva della Fluorsid non è mai stata provata.
In precedenza, prima dell’avvio del procedimento penale, la Fluorsid aveva già avviato un’accurata caratterizzazione del sito, analizzando suolo e acque sotterranee.
Successivamente, l’azienda ha scrupolosamente seguito le indicazioni delle autorità competenti, nel rispetto della normativa vigente e dei tempi stabiliti.
Non esistono evidenze di contaminazioni esterne al sito industriale direttamente riconducibili al ciclo produttivo.
Il procedimento penale conclusosi nel luglio 2019 con 11 patteggiamenti, che aveva portato agli arresti di alcuni manager, si è risolto con accordi che prevedevano il ripristino dei luoghi.
Gli imputati, accusati di inquinamento, disastro ambientale e smaltimento illecito di rifiuti, hanno patteggiato pene sospese e sanzioni pecuniarie, confermando l’assenza di un giudizio definitivo di responsabilità a carico dell’azienda nel suo complesso.
La vicenda, pertanto, non inficia l’impegno continuo e la solida reputazione della Fluorsid come realtà industriale responsabile e attenta all’ambiente.

