Un’operazione congiunta dei Carabinieri del Reparto Operativo Investigativo di Oristano e del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale ha portato alla luce una sofisticata coltivazione illegale di cannabis, un vero e proprio laboratorio verde esteso in campagne impervie tra Terralba e San Nicolò D’Arcidano.
Il sequestro, con l’arresto di nove individui, di cui uno minorenne, rappresenta un significativo colpo alla criminalità organizzata operante nel territorio oristanese, e testimonia la crescente raffinatezza delle tecniche utilizzate per eludere i controlli.
L’attività di controllo del territorio, inizialmente condotta dal personale del Corpo Forestale della Stazione di Marrubiu, ha permesso di identificare anomalie ambientali e segni di attività sospette in un’area remota.
Il successivo impiego di droni, in un’azione sinergica tra Carabinieri e Forestali, ha confermato l’esistenza di una vasta coltivazione, caratterizzata da un elevato numero di piante – oltre 7.000 – accuratamente curate e protette.
Le analisi chimiche effettuate dal RIS di Cagliari hanno rilevato concentrazioni di THC superiori ai limiti legislativi, confermando la destinazione della sostanza stupefacente al mercato illecito.
Questa particolare caratteristica suggerisce un’operazione mirata alla produzione di cannabis ad alto contenuto di principi psicoattivi, potenzialmente destinata a canali di distribuzione specifici.
Il blitz, scattato nel tardo pomeriggio, ha sorpreso i responsabili mentre si preparavano a raccogliere il raccolto.
Il tentativo di fuga, organizzato con l’utilizzo di tre veicoli, ha immediatamente innescato un rocambolesco inseguimento che si è protratto per diversi chilometri, coinvolgendo diverse pattuglie.
La dinamica della fuga, con i veicoli che si sono dispersi in direzioni diverse, denota un alto grado di organizzazione e la volontà di disperdere le responsabilità.
La perquisizione dei veicoli ha rivelato un corredo di strumenti tipici di attività criminali: radio ricetrasmittenti per la comunicazione tra i membri del gruppo, passamontagna per celare l’identità, arnesi da scasso e da taglio per forzare accessi e manomettere dispositivi di sicurezza, e una somma ingente di denaro contante, presumibilmente provento dell’attività illecita.
Questo sequestro si inserisce in un contesto allarmante: si tratta della quinta piantagione illegale scoperta dai Carabinieri nell’Oristanese negli ultimi due mesi, evidenziando una recrudescenza di questo fenomeno criminale e l’adattabilità delle organizzazioni che vi operano.
L’operazione, oltre a rimuovere una significativa quantità di droga dal mercato, fornisce elementi preziosi per ricostruire le dinamiche interne del gruppo criminale e individuare eventuali complici e responsabili di finanziamento.
La sinergia tra le forze dell’ordine e l’utilizzo di tecnologie avanzate come i droni si sono rivelate cruciali per il successo dell’intervento.

