Un Nuovo Capitolo per la Medicina Territoriale: L’Accordo Integrativo Regionale dei Medici di Medicina GeneraleUn momento storico per la sanità regionale si è concretizzato oggi con la firma dell’Accordo integrativo regionale dei medici di medicina generale presso la sede dell’Assessorato alla Sanità, alla presenza di rappresentanti sindacali e dell’Assessore Armando Bartolazzi.
L’intesa, frutto di un percorso negoziale estenuante protrattosi per oltre un decennio e mezzo, segna una svolta significativa nell’organizzazione e nel riconoscimento del ruolo cruciale dei medici di famiglia, con implicazioni profonde per l’assistenza primaria e la resilienza del sistema sanitario nel territorio.
L’Assessore Bartolazzi ha sottolineato come l’accordo non sia semplicemente una concessione economica, ma un investimento strategico per il futuro della medicina territoriale.
Riconosce la necessità impellente di rafforzare la presenza medica capillare, di ottimizzare l’utilizzo delle risorse e di rispondere in modo più efficace alle esigenze di una popolazione in continua evoluzione.
L’accordo risponde a richieste imprescindibili da parte della categoria, traducendosi in un pacchetto di misure volte a migliorare le condizioni di lavoro, incentivare la collaborazione e promuovere l’innovazione.
Al centro dell’intesa vi è l’istituzione e l’operatività del modello di Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), veri e propri poli di assistenza integrata che vedono i medici di medicina generale collaborare attivamente per garantire una presa in carico del paziente più completa, continuativa e proattiva, con l’obiettivo primario di ridurre il sovraffollamento e l’utilizzo inappropriato dei servizi di emergenza.
L’indennità specifica per le AFT, pari a 10,7 euro per paziente assistito, rappresenta un riconoscimento economico e un incentivo strutturale per questa nuova forma di organizzazione del lavoro.
Un altro pilastro dell’accordo è il miglioramento del supporto tecnologico, con un raddoppio dell’indennità informatica, che riflette la crescente importanza della digitalizzazione nel processo di cura e nella gestione dei dati sanitari.
L’estensione del riconoscimento dell’indennità per collaboratori di studio, destinata a una quota significativa dei medici, mira a alleggerire il carico di lavoro e a favorire una maggiore focalizzazione sull’assistenza diretta al paziente.
In linea con le strategie nazionali e regionali per la sanità, l’accordo introduce disposizioni specifiche per il raggiungimento degli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) Adi, imponendo un target del 10% di pazienti idonei presi in carico nell’ambito di questo programma innovativo.
Il legame tra il riconoscimento delle remunerazioni per le cure domiciliari di base e il raggiungimento di questo obiettivo sottolinea l’importanza di un approccio proattivo e personalizzato nella gestione della salute dei pazienti fragili e non deambulanti.
La presenza medica nelle Case della Comunità e negli Ospedali di Comunità, elementi cardine della nuova assistenza territoriale, è formalmente riconosciuta e disciplinata.
Un’attenzione particolare è dedicata alle aree geografiche caratterizzate da carenza di servizi sanitari, con l’introduzione di un’indennità mensile di 2000 euro per i medici che operano in queste zone disagiate.
L’accordo prevede, inoltre, l’obbligo per le Aziende Sanitarie Locali di assicurare la sostituzione dei medici in malattia, maternità o infortunio, un punto cruciale per garantire la continuità dell’assistenza e tutelare il diritto alla salute.
Questa disposizione è stata fortemente sostenuta dall’Assessore Bartolazzi in memoria della dottoressa Maddalena Carta, un tragico evento che ha messo in luce le fragilità del sistema e la necessità di garantire una maggiore protezione per i professionisti sanitari.
L’intesa rappresenta quindi un passo avanti verso una sanità territoriale più equa, accessibile e resiliente, in grado di rispondere alle sfide del futuro e di valorizzare il ruolo indispensabile dei medici di medicina generale.

