Mediterraneo: Arci promuove un crocevia per pace e dialogo.

Un’eco di speranza e un’urgenza di dialogo si levano dal cuore del Mediterraneo, con l’Arci che promuove un’iniziativa di tre giorni a Cagliari, “Nel mare di mezzo – legami mediterranei”, dal 5 al 7 dicembre.

Più che una conferenza, si tratta di un crocevia di prospettive, un laboratorio di idee dove esperti, accademici, attivisti e rappresentanti istituzionali provenienti dalle sponde euro-mediterranee si confrontano sulle complessità della pace e della convivenza.

Walter Massa, presidente nazionale dell’Arci, sottolinea come il Mediterraneo, uno spazio geografico intessuto di storie e migrazioni, necessiti di una “ricucitura”.
L’immagine della Global Sumud Flottilla, una navigazione simbolica e coraggiosa, evoca la necessità di riaffrontare le ferite del passato e costruire ponti di comprensione reciproca.
Il programma è denso di tematiche cruciali: la persistente crisi palestinese, le conseguenze delle servitù militari che limitano la libertà e la prosperità, l’esigenza di sviluppare un’economia inclusiva e sostenibile, la gestione dei flussi migratori con dignità e rispetto, il sostegno alle lotte per la democrazia e l’empowerment dei giovani.

Oltre trentacinque ospiti internazionali animeranno le sessioni, offrendo spunti di riflessione e proposte concrete.

La conferenza si avvale della presenza di figure di spicco nel panorama intellettuale e attivista.

Iain Chambers, sociologo e antropologo britannico, offrirà una lectio magistralis, illuminando le dinamiche culturali che plasmano il Mediterraneo contemporaneo.

Maya Alrahabi, medico e attivista femminista siro-francese, fondatrice di Musawa, porterà la sua esperienza nei diritti umani e nell’uguaglianza di genere, aprendo nuove prospettive sul ruolo delle donne nella costruzione di società pacifiche.

Kamel Jendoubi, storico attivista tunisino, ex ministro e oggi presidente onorario di Euromed Rights, condividerà la sua visione di un futuro democratico per la regione.

Il contributo di Feray Salman, coordinatrice della Human Rights Joint Platform in Turchia, e di Marie-Christine Vergiat, giurista francese e voce autorevole nella tutela dei diritti delle donne, arricchirà il dibattito con competenze specifiche.

La presenza di Gulistan Issa, operatrice kurdo-siriana impegnata nella sostenibilità e nella giustizia di genere, e di Husam Hamdouna, direttore del Remedial Education Center di Gaza, testimonia l’importanza di un approccio umanitario e di un’attenzione particolare alle comunità più vulnerabili.
“Nel mare di mezzo – legami mediterranei” si configura come un’occasione imperdibile per approfondire le sfide del nostro tempo e per contribuire a costruire un futuro di pace, giustizia e prosperità per tutti i popoli del Mediterraneo.
Un’iniziativa che invita a guardare oltre le divisioni e a riscoprire i legami che ci uniscono.

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