MedRESOURCE: Acque reflue e fanghi, una risorsa per il Mediterraneo

La sfida di un futuro sostenibile per il Mediterraneo passa inevitabilmente dalla gestione virtuosa delle acque reflue e dalla trasformazione dei fanghi di depurazione da scarti problematici a preziose risorse.
Il progetto MedRESOURCE – Mediterranean initiative to REgenerate wastewater Sludges for Optimal Use toward a Circular Economy – si propone di concretizzare questa visione, inaugurando un nuovo paradigma nella gestione delle risorse idriche e nell’agricoltura regionale.

L’iniziativa, che vede la collaborazione strategica tra l’Università di Cagliari, attraverso il CRENoS (Centro di Ricerca per l’Ingegneria Ambientale e la Sostenibilità), e l’ENAS (Ente acque Risorse della Sardegna), si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per la scarsità idrica e la necessità di ridurre drasticamente l’impatto ambientale delle attività umane.
Il 14 e 15 gennaio, l’Aula Magna Girolamo Sotgiu di Cagliari ospiterà il kick-off meeting, un evento cruciale che sancisce l’avvio formale del progetto a livello euromediterraneo.

Oltre alla definizione operativa delle attività, l’incontro rappresenta un’opportunità irrinunciabile di dialogo costruttivo con le istituzioni regionali e locali, volto a sensibilizzare e a promuovere l’adozione di pratiche di gestione sostenibile delle risorse, in linea con i principi fondamentali dell’economia circolare.

Questo approccio mira a chiudere il ciclo dei nutrienti, minimizzando gli sprechi e massimizzando il valore aggiunto delle risorse disponibili.
Il cuore pulsante di MedRESOURCE risiede nella creazione di “Living Labs” dimostrativi in ciascun Paese coinvolto.

Queste strutture sperimentali agiscono come veri e propri laboratori a cielo aperto, dove vengono testate e affinate soluzioni innovative per l’utilizzo agronomico sicuro dei fanghi di depurazione trattati.
In Sardegna, il Living Lab sarà situato ad Arborea, una regione con un forte potenziale agricolo e una crescente consapevolezza delle tematiche ambientali.

L’ubicazione strategica consente di valutare l’efficacia delle tecniche implementate in un contesto reale, tenendo conto delle specifiche caratteristiche del suolo e delle colture locali.

L’obiettivo primario è di sviluppare e validare metodologie avanzate per la stabilizzazione e la valorizzazione dei fanghi, riducendo al minimo il rischio di contaminazione del suolo e delle acque sotterranee.
Le soluzioni sperimentate mirano a migliorare la fertilità dei terreni, diminuendo la dipendenza dai fertilizzanti chimici, notoriamente dannosi per l’ambiente e per la salute umana.
Inoltre, si prevede un impatto positivo sulla resilienza dei sistemi agricoli di fronte ai cambiamenti climatici, rendendoli più capaci di resistere a siccità prolungate, eventi meteorologici estremi e fluttuazioni delle temperature.
Attraverso la condivisione di conoscenze, tecnologie e buone pratiche, MedRESOURCE si propone di creare un modello replicabile e trasferibile ad altri contesti mediterranei, contribuendo a costruire un futuro più verde e prospero per l’intera regione.

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