La mensa di via Canova, cuore pulsante di accoglienza per Olbia, riapre le sue porte dopo un atto di profonda ingiustizia.
Il furto perpetrato la sera di Natale, subito dopo aver offerto un rinfrescante pranzo a ottanta persone in difficoltà, ha lasciato un segno di sgomento nel gruppo di volontari vincenziani, guidato dalla presidente Tiziana Marzocca.
Un episodio che, al di là della perdita materiale, ha scalfito il senso di fiducia e la dedizione di chi quotidianamente si impegna nell’opera di assistenza.
L’indagine, ancora in corso, si concentra sulla possibilità di un accesso tramite un corridoio interno, che collega la sala da pranzo con la zona del dormitorio, un dettaglio che esclude un’effrazione forzata attraverso le porte principali.
L’assenza di un sistema di videosorveglianza, elemento critico nella prevenzione di tali episodi, ha reso più complessa l’identificazione dei responsabili.
Sparite provviste essenziali: olio, carne, conserve, prosciutti, alimenti frutto della generosità di donatori che desideravano offrire un momento di conforto e dignità, soprattutto durante le festività.
La gravità del gesto, tuttavia, non ha prevalso sulla resilienza della comunità olbiese.
La notizia, tempestivamente diffusa online dal parroco di San Simplicio, Don Antonio Tamponi, ha scatenato un’ondata di solidarietà che ha travalicato i confini locali.
Sindaci, associazioni e cittadini, commossi e indignati, si sono uniti in un immediato appello alla donazione, dimostrando un profondo senso di responsabilità sociale.
La risposta non si è fatta attendere.
Oggi, la Cittadella della Carità, in via dello Zaffiro, si trasforma in un punto di raccolta cruciale, aperto dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18, per accogliere le offerte alimentari.
Questo gesto collettivo non è solo un atto di riparazione del danno subito, ma anche una potente affermazione dei valori di solidarietà, compassione e reciproco sostegno, pilastri fondamentali per la costruzione di una comunità più giusta e inclusiva.
L’episodio, purtroppo, solleva anche interrogativi importanti sulla sicurezza delle strutture dedicate all’assistenza sociale e sulla necessità di rafforzare le misure di prevenzione e protezione.
La riapertura della mensa, più che un semplice ritorno alla normalità, rappresenta un simbolo di speranza e di rinnovato impegno nel contrasto alla povertà e nell’accoglienza dei più vulnerabili.

