Nuoro contro il carcere di massima sicurezza: rischio per il futuro?

La prospettiva di una riqualificazione del carcere di Badu ‘e Carros in una struttura ad alta sicurezza, riservata esclusivamente a detenuti in regime di 41 bis, solleva interrogativi profondi che vanno ben oltre una semplice questione logistica o amministrativa.

L’annuncio, che ha scatenato l’allarme del vescovo Antonello Mura e il sostegno della presidente della Regione Alessandra Todde, rischia di innescare un effetto a catena, compromettendo l’ambizioso progetto di riscatto sociale ed economico che Nuoro sta perseguendo con determinazione.

L’attuale traiettoria, testimoniata dai lavori in corso e dai trasferimenti di detenuti già avviati, materializza un rischio concreto: quello di relegare Nuoro a un ruolo marginale, etichettandola come un mero deposito di sicurezza, un’appendice penale a servizio del sistema giudiziario nazionale.

Un’immagine profondamente incompatibile con la vocazione che la città si sta costruendo.
Nuoro aspira a diventare un polo di eccellenza tecnologica, scientifica e culturale.
L’impegno è palpabile nelle interlocuzioni in corso con le università e gli enti di ricerca, negli investimenti strategici volti a riqualificare aree come l’ex Artiglieria e, soprattutto, nella candidatura all’Einstein Telescope, un progetto di portata internazionale che ne confermerebbe il ruolo di avanguardia nella ricerca scientifica.

Questo percorso di sviluppo, caratterizzato da una visione chiara e condivisa, è profondamente minacciato da una decisione che rischia di soffocare la sua immagine e la sua capacità di attrarre talenti e investimenti.

La decisione di trasformare Badu ‘e Carros in un carcere di massima sicurezza non è solo una questione di sicurezza pubblica; è una questione di identità, di percezione, di futuro.

Come verrà percepita una città che si candida a diventare un centro di innovazione e progresso, ma che al contempo si erge a baluardo di contenimento e isolamento? La risonanza negativa a livello nazionale e internazionale potrebbe compromettere gli sforzi di anni, erodendo la fiducia degli investitori e limitando le opportunità di crescita.
L’amministrazione comunale si appresta pertanto a richiedere un confronto istituzionale di stringente necessità, un dialogo aperto e trasparente con il Governo e il Ministero della Giustizia.

Questo confronto non dovrà limitarsi a una mera discussione tecnica, ma dovrà affrontare la questione in tutta la sua complessità, inserendola in un quadro strategico più ampio e coerente con le aspirazioni di sviluppo della città e del territorio.

Si tratta di un imperativo, non solo per tutelare l’immagine di Nuoro, ma anche per garantire che le scelte che la riguardano siano il risultato di una riflessione ponderata, condivisa e rispettosa della visione di futuro che la città sta attivamente perseguendo.
La salvaguardia dell’identità e del potenziale di Nuoro è un dovere imprescindibile.

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