L’assunzione di 2060 nuovi agenti della Polizia Penitenziaria, con il conseguimento del 185° corso, rappresenta una iniezione di risorse cruciale per il sistema carcerario italiano, in particolare nelle strutture della Sardegna.
La distribuzione geografica delle nuove unità – 40 alla casa circondariale di Sassari, 4 ad Arbus, 19 a Cagliari, 2 a Isili, 1 a Lanusei, 10 a Nuoro, 5 a Mamone, 17 a Oristano e 2 a Tempio Pausania – risponde a un’analisi delle reali necessità di personale in ciascuna sede, mirando a ottimizzare la gestione e a migliorare le condizioni di lavoro degli operatori.
A rafforzare il dispositivo di sicurezza e controllo, si aggiungono 9 commissari, in attesa di completare il percorso di tirocinio, destinati a ricoprire ruoli di maggiore responsabilità.
Questa significativa operazione di potenziamento del personale non è un evento isolato, ma il segnale tangibile di un cambio di paradigma nella politica penitenziaria nazionale.
Il sottosegretario di stato alla giustizia, Andrea Delmastro delle Vedove, sottolinea come le politiche di gestione del carcere, in passato segnate da una cronica carenza di risorse umane e da un progressivo abbandono strutturale, siano ormai superate.
L’impegno del governo si concretizza nell’avvio del 186° corso allievi, composto da 3246 unità, e nell’indizione di un concorso per ulteriori 653 agenti, dimostrando una visione a lungo termine volta a garantire la stabilità e l’efficacia del servizio penitenziario.
L’inversione di rotta è evidente, passando da un decennio caratterizzato da tagli al personale e da un crescente sovraffollamento carcerario, a una politica di potenziamento e di valorizzazione del ruolo della Polizia Penitenziaria.
L’incremento del personale non è solo una questione quantitativa, ma mira a migliorare la qualità del lavoro degli agenti, riducendo il carico di lavoro individuale e rafforzando la capacità di prevenire e contrastare fenomeni di illegalità all’interno degli istituti.
L’attenzione si concentra anche sulla formazione e sull’aggiornamento professionale, al fine di dotare gli operatori delle competenze necessarie per affrontare le sfide complesse del contesto penitenziario contemporaneo, che includono la gestione di detenuti con problematiche socio-psichiatriche, la prevenzione del radicalismo e la tutela della sicurezza personale.
I parlamentari sardi di Fratelli d’Italia, Francesco Mura, Salvatore Deidda, Giovanni Satta, Antonella Zedda, Barbara Polo e Gianni Lampis, esprimono la loro gratitudine per l’impegno dimostrato dal sottosegretario Delmastro e sottolineano come queste nuove risorse siano fondamentali per alleviare le sofferenze quotidiane degli agenti, che spesso operano in condizioni di estrema difficoltà.
La collaborazione tra istituzioni e rappresentanti del territorio si rivela essenziale per garantire un servizio penitenziario efficiente e per promuovere la sicurezza e la giustizia nel tessuto sociale.
Questo sforzo congiunto mira a restituire dignità e professionalità al ruolo di Poliziotto Penitenziario, valorizzando il contributo fondamentale che questi uomini e donne offrono alla collettività.







