Ogliastra, esondazione rio Margiani: due pastori dispersi, poi soccorsi.

L’Ogliastra, terra di aspre rocce e corsi d’acqua impetuosi, ha visto nuovamente la sua resilienza messa a prova.
Un’emergenza idrica, innescata dall’inattesa esondazione del rio Margiani, ha portato alla scomparsa temporanea di due pastori, Giuseppe Mulas, sessantacinque anni, e Francesco Moi, ventiduenne, incarnando la fragilità dell’uomo di fronte alla forza inarrestabile della natura.
L’evento, che si è verificato a Urzulei, ha generato apprensione nella comunità locale, profondamente legata alla pastorizia, attività economica e identitaria del territorio.
L’imprevedibilità dell’esondazione, esacerbata dalle recenti piogge intense che hanno saturato il bacino idrografico, ha evidenziato la vulnerabilità delle infrastrutture e delle abitazioni situate in prossimità dei corsi d’acqua.

I due pastori, impegnati nelle loro attività quotidiane, sono stati colti di sorpresa dall’impeto delle acque.

Fortunatamente, sono riusciti a trovare rifugio nell’ovile di Francesco Moi, un rifugio improvvisato che, seppur precario, ha offerto una barriera temporanea contro l’inondazione.

L’isolamento, determinato dall’inaccessibilità del luogo e dalla forza del fiume in piena, ha impedito loro di comunicare con i familiari e di chiedere aiuto.
La notizia della scomparsa ha scatenato un’immediata mobilitazione dei soccorsi.
Vigili del Fuoco, Protezione Civile e volontari della zona si sono attivati per localizzare i pastori, affrontando condizioni ambientali difficili e la scarsa visibilità dovuta alla pioggia e al crepuscolo.

L’intervento coordinato, basato su tecniche di ricerca e salvataggio avanzate, ha permesso di raggiungere i due uomini a tarda sera, ponendo fine all’incubo e restituendo la tranquillità alla comunità.

L’episodio, pur nella sua risoluzione positiva, solleva interrogativi cruciali sulla gestione del territorio, sull’adeguamento delle infrastrutture e sulla necessità di implementare sistemi di allerta precoce più efficaci, in grado di prevedere e mitigare i rischi legati agli eventi meteorologici estremi.
La fragilità antropica, convivenza quotidiana con la potenza della natura e la resilienza degli abitanti dell’Ogliastra, si sono intrecciate in una narrazione di paura, speranza e sollievo, un monito silenzioso per il futuro.
L’evento sottolinea, inoltre, l’importanza della conoscenza del territorio e delle sue dinamiche idrogeologiche, elementi imprescindibili per la sicurezza e la tutela delle comunità che vi risiedono.

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