Oristano, emergenza meteo: campagne distrutte e futuro a rischio

L’Oristanese ha subito un violento impatto di un evento meteorologico autunnale di particolare intensità, un’irruzione che ha rapidamente trasformato in un quadro di desolazione ampie aree agricole, in particolare nel territorio di San Nicolò d’Arcidano e nei comuni circostanti.

Non si è trattato di una semplice perturbazione, ma di un fenomeno complesso, caratterizzato da una combinazione di forti raffiche di vento, piogge torrenziali e, in alcuni casi, grandine, che ha messo a dura prova la resilienza delle infrastrutture e delle coltivazioni.

L’azienda Naturalis, associata a Coldiretti Oristano, rappresenta un caso emblematico delle conseguenze devastanti di questa emergenza.
Le strutture serricole, pilastri fondamentali per la produzione ortofrutticola locale, sono state letteralmente spazzate via, con danni che si estendono a impianti e attrezzature.

La perdita è non solo economica, ma anche in termini di produzione, con la stagione compromessa e un impatto diretto sulla disponibilità di prodotti freschi per i mercati.

Testimonianze dirette degli operatori dell’azienda descrivono una scena di profonda sofferenza: serre ridotte a relitti, coltivazioni recise e sradicate, un lavoro di anni distrutto in pochi istanti.
La forza distruttiva del vento e della grandine ha messo in ginocchio un settore trainante dell’economia locale, evidenziando la vulnerabilità delle aziende agricole di fronte a fenomeni meteorologici sempre più estremi e imprevedibili.
Coldiretti Oristano, in stretto contatto con le imprese colpite, sta coordinando gli interventi di supporto e monitorando l’evoluzione della situazione nelle diverse aree interessate.

“Questo evento tragico è un campanello d’allarme,” dichiara Paolo Corrias, presidente dell’associazione, “Le nostre campagne non sono più sufficientemente protette.
Necessitiamo di risposte immediate sotto forma di aiuti finanziari per sostenere le aziende nella fase di ricostruzione.

Ma, ancor più cruciale, è l’implementazione di politiche strutturali volte alla prevenzione e alla difesa del territorio, che includano investimenti in infrastrutture resilienti, sistemi di allerta precoce più efficienti e pratiche agricole sostenibili capaci di mitigare l’impatto dei cambiamenti climatici.

“L’episodio solleva interrogativi urgenti sulla necessità di ripensare i modelli di gestione del territorio, integrando la prevenzione dei rischi naturali con strategie di adattamento ai cambiamenti climatici, e promuovendo una maggiore consapevolezza della fragilità del settore primario di fronte alle sfide ambientali del futuro.
La ricostruzione non può limitarsi alla riparazione dei danni materiali, ma deve costituire un’occasione per rafforzare la resilienza delle comunità agricole e per costruire un futuro più sostenibile e sicuro per le campagne oristanesi.

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