La Sardegna si confronta con un’emergenza sanitaria di rilevanza globale: un’incidenza di Diabete di Tipo 1 (T1D) in età evolutiva che la posiziona al primo posto mondiale.
Questo dato allarmante, lungi dall’attivare una risposta proattiva e mirata, si scontra con una carenza strutturale di dati epidemiologici a livello regionale.
L’assenza di un registro di patologia dedicato costringe i diabetologi a operare con informazioni frammentarie e spesso obsolete, basate su rilevazioni ISTAT che non offrono la granularità e la tempestività indispensabili per una pianificazione sanitaria efficace e per stimolare la ricerca scientifica.
La Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Carla Puligheddu, ha sollevato con forza la questione attraverso una lettera indirizzata alla Presidente della Regione, Alessandra Todde, che ha assunto anche la delega alla Sanità, evidenziando la necessità urgente di un intervento decisivo.
La situazione attuale penalizza non solo i giovani diabetici, ma l’intera comunità sarda, impedendo la creazione di una strategia di gestione della patologia basata su evidenze concrete e personalizzata.
Due proposte di legge (PL 126 e PL 138), attualmente in Consiglio regionale, convergono su elementi chiave per affrontare l’emergenza: l’istituzione di un centro regionale di riferimento specializzato in diabetologia pediatrica, un imperativo per centralizzare le competenze e garantire standard di cura elevati; l’attivazione immediata di un registro di patologia, strumento cruciale per la raccolta sistematica di dati e il monitoraggio dell’andamento della malattia; la riorganizzazione e il potenziamento della rete diabetologica pediatrica regionale, per assicurare l’accesso tempestivo a diagnosi, terapie e supporto specialistico; e, infine, un programma strutturato di formazione per il personale scolastico e gli operatori sportivi, al fine di promuovere la consapevolezza, la gestione sicura e l’inclusione dei giovani diabetici negli ambienti educativi e sportivi.
L’approvazione di questa legislazione rappresenta un passo fondamentale verso la tutela del diritto alla salute dei bambini e degli adolescenti sardi, offrendo loro la possibilità di vivere una vita più serena e inclusiva.
Superare l’inerzia e sbloccare l’iter legislativo non è solo una priorità sanitaria, ma un atto di civiltà che riflette l’impegno della Regione Sardegna verso il benessere delle generazioni future e la promozione di una società equa e solidale.
L’implementazione di queste misure non solo allevierà il carico sulle famiglie, ma contribuirà a generare nuove conoscenze scientifiche e a migliorare la qualità della vita dei giovani affetti da T1D, trasformando una sfida in un’opportunità di progresso per l’intera comunità.

