Nel cuore della Baronia, in un’area agricola di Loiri Porto San Paolo, i Carabinieri del nucleo territoriale di Olbia hanno disarticolato un’operazione di coltivazione illecita di cannabis, rinvenendo una piantagione di dimensioni considerevoli, stimata in oltre duemila piante mature.
Il ritrovamento, avvenuto in località Santa Giusta, rappresenta un significativo colpo alla criminalità organizzata dedita al traffico di sostanze stupefacenti.
L’attività di investigazione, protrattasi per settimane, ha permesso agli uomini dell’Arma di individuare la proprietà del terreno, identificato come appartenente a un cittadino olbiese di 46 anni, gravato da precedenti penali.
L’uomo è ora indagato per coltivazione e produzione illegale di stupefacenti, reato che, in base alle disposizioni di legge, comporta pene severe e l’applicazione di misure accessorie di natura patrimoniale e interdittiva.
La sofisticatezza dell’impianto rinvenuto sottolinea l’organizzazione e l’ingente investimento economico alla base dell’attività illecita.
Oltre alla massiccia presenza di piante di cannabis, i militari hanno rinvenuto un complesso sistema di irrigazione e un impianto elettrico dedicato, elementi che testimoniano una cura meticolosa e una pianificazione accurata per garantire la crescita ottimale delle colture.
La presenza di fertilizzanti specifici e altri materiali agricoli impiegati nella coltivazione intensiva evidenzia l’attenzione ai dettagli e la volontà di massimizzare la produzione.
Le indagini, tuttora in corso, non escludono la presenza di complici e specialisti nel settore della coltivazione illegale di canapa indica.
Gli inquirenti ipotizzano che l’indagato principale possa aver ricevuto supporto tecnico e logistico da altri soggetti, esperti nella gestione di coltivazioni clandestine e nella distribuzione di sostanze stupefacenti.
Sono in atto verifiche approfondite per identificare e accertare il ruolo di queste persone, con l’obiettivo di ricostruire l’intera rete criminale e smantellare ogni forma di supporto all’attività illecita.
La perquisizione ha anche permesso di sequestrare apparecchiature e materiali utilizzati, consentendo agli investigatori di raccogliere ulteriori elementi utili per ricostruire la filiera della droga e individuare i responsabili.

