Sassari, sicurezza urbana: pedoni a rischio, crescono i monopattini.

Il rapporto annuale sulle attività della Polizia Locale di Sassari, illustrato dal sindaco Giuseppe Mascia e dal comandante Gianni Serra, dipinge un quadro complesso della sicurezza urbana nel 2025.

Sebbene si registri una tendenza incoraggiante alla diminuzione degli incidenti stradali complessivi – da 1.358 nel 2024 a 1.325 nel 2025 – e un calo significativo delle vittime (6 nel 2024, 4 nel 2025), emerge con preoccupazione l’incremento degli incidenti che coinvolgono pedoni: 82 nel 2025, contro i 79 dell’anno precedente, un dato che interroga la sicurezza dei più vulnerabili nella mobilità urbana.
L’analisi dettagliata dei sinistri rivela aree critiche con profili di rischio distinti.

Viale Porto Torres e la zona industriale di Predda Niedda, ormai fulcro commerciale della città, si confermano i punti più pericolosi, con 81 e 138 incidenti rispettivamente.

Questi dati suggeriscono una correlazione tra l’alta densità di traffico, la complessità della viabilità e le attività commerciali intense.
Una riflessione più approfondita sui flussi veicolari, la progettazione urbana e la segnaletica in queste zone si rivela imprescindibile per mitigare i rischi.

Un’altra tendenza emergente è l’aumento dei casi che coinvolgono monopattini, con 43 sanzioni elevate per violazioni del Codice della Strada.

Questo fenomeno, strettamente legato alla crescente diffusione di micromobilità, solleva questioni cruciali relative alla regolamentazione, alla formazione degli utenti e all’integrazione dei monopattini nel contesto della mobilità sostenibile.

Saranno necessarie politiche mirate per garantire la sicurezza di monopattinisti e di altri utenti della strada.
L’impegno della Polizia Locale non si limita alla gestione del traffico.

L’attività di prevenzione e contrasto alla criminalità assume un ruolo centrale, con un’intensificazione dei controlli, in particolare nel centro storico e nel quartiere San Donato.
La mappatura degli immobili e delle attività commerciali, unitamente al rafforzamento del presidio fisso con un team di 12 agenti a rotazione in corso Vittorio Emanuele, mira a disincentivare fenomeni legati allo spaccio di droga e a tutelare la sicurezza dei residenti.
Questo approccio integrato, che combina presenza capillare, analisi del territorio e collaborazione con le comunità locali, si configura come uno strumento efficace per la ricostruzione del tessuto sociale e la riconquista di spazi urbani precedentemente compromessi.

L’incremento dei pedoni investiti, in contrasto con la diminuzione degli incidenti totali, suggerisce un’analisi più specifica dei comportamenti dei pedoni e dei conducenti, nonché una valutazione critica delle infrastrutture dedicate alla fruibilità sicura degli spazi pubblici da parte dei pedoni.
Potrebbero essere necessarie campagne di sensibilizzazione mirate, modifiche alla segnaletica e miglioramenti alla progettazione urbana per aumentare la sicurezza di questa categoria particolarmente vulnerabile di utenti della strada, riducendo il rischio di incidenti e promuovendo una cultura della mobilità più responsabile e attenta alla sicurezza di tutti.

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