La Stagione di Prosa del Cedac ospita, dal 7 al 12 gennaio, una complessa e stimolante riflessione sulla natura del potere e il suo impatto sull’arte: “A Mirror” di Sam Holcroft.
Lo spettacolo, che tocca sei località sarde (San Gavino Monreale, Arzachena, Olbia, Dorgali, Carbonia e Oristano), è interpretato da Claudio Gregori, affiancato da Ninni Bruschetta, Fabrizio Colica, Paola Michelini e Gianluca Musio, sotto la direzione artistica di Giancarlo Nicoletti, con coproduzione Altra Scena e Viola Produzioni.
“A Mirror” si presenta come un thriller psicologico e darkly humorous, che scava nelle pieghe di una società contemporanea afflitta da una profonda crisi di autenticità.
Lungi dall’offrire una rappresentazione superficiale, la pièce dipinge un quadro inquietante di un’era in cui le strutture di potere, mascherate da facciate democratiche, esercitano un controllo subdolo sulla creatività e l’espressione artistica.
Come sottolinea Claudio Gregori, la commedia riflette una realtà in cui i detentori del potere, pur mutando nelle figure, mantengono un repertorio di comportamenti e strategie, quasi fossero interpreti di una Commedia dell’Arte distopica.
La narrazione si sviluppa attorno a una festa di nozze, che funge da velo per una performance artistica clandestina, un atto di ribellione contro un regime oppressivo.
Il pubblico, ignaro, si ritrova involontario complice di un’azione sovversiva, costretto a confrontarsi con la propria coscienza e con il proprio ruolo all’interno di un sistema corrotto.
Gregori, nel ruolo di Bax, incarna la tragica figura dell’artista che, accecato dall’opportunismo e dalla paura, ha tradito i propri ideali per conformarsi al volere del regime.
L’incontro con Adem, giovane e idealista autore, innesca un processo di introspezione dolorosa, costringendo Bax a confrontarsi con i demoni del proprio passato e con le conseguenze delle proprie scelte.
La tensione drammatica è ulteriormente amplificata dalla figura di Celik (interpretato da Ninni Bruschetta), il direttore del Ministero della Cultura, un personaggio enigmatico e contraddittorio: egli aspira a essere un mecenate illuminato, ma è prigioniero dei vincoli imposti dai suoi superiori, divenendo a sua volta marionetta di forze oscure.
Celik incarna la complessa dinamica tra ambizione personale e obbedienza a un potere superiore, un dilemma che affligge molti artisti e intellettuali.
Lo spettacolo, che segue il recente concerto di Greg e The Frigidaires a Sangarena, conferma la versatilità artistica di Claudio Gregori, capace di spaziare tra recitazione, canto e conduzione.
Gregori, con la sua esperienza maturata dal 1995, aspira a creare opere che non solo intrattengano, ma anche stimolino la riflessione critica e offrano una prospettiva inedita sulla realtà che ci circonda, risvegliando la coscienza critica e invitando a scardinare la passività e il conformismo.
“A Mirror” si propone dunque come un’occasione imperdibile per interrogarsi sul presente, guardando al futuro con occhi più consapevoli.






