Il 28 novembre sarà un giorno cruciale per il futuro del giornalismo in Sardegna e in tutta Italia, segnato dallo sciopero nazionale indetto dalla Federazione Nazionale dei Servizi di Informazione (Fnsi).
L’adesione dell’Associazione della Stampa Sarda, insieme all’Ordine dei Giornalisti, si concretizzerà in una manifestazione pubblica che si terrà a Cagliari, in via Barone Rossi, a partire dalle ore 10:30.
L’evento non si configurerà semplicemente come una giornata di interruzione del lavoro, ma come un atto di rivendicazione e di sensibilizzazione volto a sollevare un problema strutturale che mina la sostenibilità e la qualità del servizio informativo.
Al centro della protesta si collocano due assi fondamentali: la tutela della dignità del lavoro giornalistico e il riconoscimento economico del ruolo imprescindibile dell’informazione come pilastro democratico.
Non si tratta solo di rivendicare condizioni contrattuali più eque per i giornalisti dipendenti, ma anche di garantire un futuro dignitoso per i professionisti freelance, spesso relegati in una condizione di precarietà e di sfruttamento.
Il contratto collettivo nazionale di lavoro, congelato per ben nove anni, rappresenta un anacronismo in un contesto economico e sociale in continua evoluzione.
Questa situazione ha portato a una drastica riduzione degli stipendi, all’aumento del carico di lavoro e alla scomparsa di importanti figure professionali, con un impatto negativo sulla qualità dell’informazione prodotta.
L’assenza di un adeguato riconoscimento economico, inoltre, disincentiva l’ingresso di giovani talenti nel settore, mettendo a rischio la sua vitalità e la sua capacità di innovazione.
La manifestazione del 28 novembre vuole essere un’occasione per riaffermare l’importanza del giornalismo come servizio pubblico essenziale, un diritto fondamentale per la cittadinanza.
L’informazione, libera e pluralista, è uno strumento indispensabile per garantire la trasparenza dell’azione politica, per promuovere la partecipazione democratica e per contrastare le disinformazioni e le manipolazioni.
L’appuntamento in via Barone Rossi non è solo una mobilitazione di categoria, ma un invito aperto a tutti i cittadini sardi, desiderosi di comprendere le ragioni profonde dello sciopero e di sostenere la causa del giornalismo di qualità.
Sarà un momento di confronto e di dialogo, un’opportunità per ribadire l’urgenza di politiche che valorizzino il lavoro intellettuale e che proteggano la libertà di stampa, garanzia imprescindibile di una società democratica e consapevole.
La partecipazione attiva della collettività è la chiave per ottenere un cambiamento duraturo e per preservare il futuro dell’informazione in Sardegna e in Italia.

