Il Cammino delle Janas: Sardegna, un viaggio tra fate e storia UNESCO

Venerdì 24 ottobre, alle ore 10:00, il Monastero di San Pietro di Sorres (Borutta) aprirà le sue porte per celebrare la seconda edizione de “Il Cammino delle Janas”, un progetto itinerante che ambisce a incarnare un nuovo paradigma di valorizzazione del patrimonio culturale sardo.
Iniziato dal Cesim – Centro Studi Identità e Memoria, con il prezioso supporto della Fondazione di Sardegna e delle amministrazioni comunali e delle realtà socio-economiche del Meilogu, Costaval e Goceano, il percorso si configura come un viaggio immersivo alla scoperta delle affascinanti Domus de Janas, vere e proprie “case delle fate” che testimoniano una cultura funeraria preistorica unica al mondo.

Il progetto nasce direttamente dal percorso che ha condotto al prestigioso riconoscimento UNESCO delle Domus de Janas, un traguardo che va ben oltre la semplice tutela dei monumenti: si tratta di un’occasione per reinterpretare la storia millenaria di un territorio e per riconnettere le comunità locali alle proprie radici.

“Il Cammino delle Janas” non è quindi un mero tour turistico di tre giorni, ma un’esperienza sensoriale e intellettuale che unisce archeologia, natura incontaminata e le tradizioni secolari ancora vive nel cuore della Sardegna.

La candidatura, presentata dal Cesim e coordinata da Cristina Muntoni, Maria Giovanna De Martini e Sara Mameli, ha rappresentato un’impresa senza precedenti: l’Italia, grazie alla sua ricchezza di beni culturali e alla forza di questa candidatura sarda, è diventata il paese con il maggior numero di siti UNESCO al mondo (61), superando la Cina.
Questo risultato sottolinea la rilevanza globale del patrimonio sardo e il ruolo cruciale del Cesim nel suo processo di valorizzazione.
Il progetto si propone come un modello operativo per la tutela attiva e la promozione consapevole dei siti archeologici riconosciuti dall’UNESCO.

Al di là della conservazione fisica, l’obiettivo primario è stimolare un nuovo approccio che coinvolga attivamente le comunità locali, trasformando la percezione del patrimonio archeologico da mero “fardello” a risorsa strategica per lo sviluppo culturale ed economico del territorio.
Si mira a creare una fitta rete di collaborazione tra realtà produttive, istituzioni culturali e strutture ricettive, indirizzando gli sforzi verso un fine comune: la creazione di un futuro sostenibile basato sulla valorizzazione delle proprie radici.
Il percorso, che si snoda attraverso il territorio del Sassarese, tocca quattro delle Domus de Janas riconosciute dall’UNESCO: la Tomba Branca e la necropoli di Museddu, incastonate nel suggestivo Parco dei Petroglifi di Cheremule; Sant’Andrea Priu e Sa Pala Larga a Bonorva.
Il Cammino non si limita a presentare i siti, ma invita a esplorare i territori circostanti, attraverso sentieri naturalistici e incontri con gli abitanti, per comprendere il contesto storico, ambientale e antropologico che li ha plasmati.

I partecipanti avranno l’opportunità di scoprire la ricchezza paesaggistica e culturale dei comuni di Thiesi, Borutta, Cheremule, Bessude, Bonorva e Rebeccu, immergendosi in un’esperienza autentica e memorabile.
Si tratta di un invito a riscoprire il legame profondo tra uomo, storia e natura, un legame che rende la Sardegna un luogo unico al mondo.

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