Un’opera monumentale, un omaggio in mattoncini: l’artista sardo Maurizio Lampis dona all’Aquila una riproduzione straordinaria della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, emblema della città e fulcro della Perdonanza Celestiniana, evento di fede riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio Immateriale dell’Umanità.
Frutto di sette mesi di intenso lavoro, il diorama, che si estende per 170 centimetri di lunghezza e quasi un metro e mezzo di larghezza, è composto da novanta mila elementi Lego, testimonianza di una passione e una dedizione che trasmettono la ricchezza culturale del territorio.
Lampis, con questo progetto, consolida il suo percorso artistico volto a celebrare il patrimonio architettonico italiano in miniatura.
La Basilica di Collemaggio si aggiunge a un catalogo di opere prestigiose, che include la Fontana di Trevi, Piazza San Marco, la Cattedrale di Trani e Piazza del Plebiscito, ciascuna riprodotta con una meticolosità impressionante.
L’ambizione dell’artista è quella di completare un ambizioso “viaggio” attraverso le regioni italiane, immortalando, monumento dopo monumento, la storia e l’identità del Paese.
La Sardegna, terra natale di Lampis, è già ampiamente rappresentata, con ventotto monumenti riprodotti, mentre le altre regioni attendono il tocco creativo dell’artista.
La peculiarità del metodo di Lampis risiede nell’assenza di software di modellazione tridimensionale.
Preferisce un approccio manuale e intuitivo, che gli consente di approfondire la comprensione dell’architettura originale, ricercando soluzioni ingegnose per replicarne fedelmente le forme e i dettagli.
Questo processo, apparentemente artigianale, implica una profonda conoscenza tecnica e una sensibilità estetica raffinata.
La scelta dei mattoncini Lego non è casuale: il loro aspetto modulare e la loro versatilità permettono di creare strutture complesse e di ricreare la tridimensionalità degli edifici storici.
L’opera di Lampis trascende la semplice riproduzione; si configura come una forma di dialogo tra passato e presente, tra arte e fede, tra tradizione e innovazione.
La sua ambizione più intima è quella di restituire la Basilica di Santa Maria di Collemaggio alla sua città, un gesto simbolico che sottolinea il legame profondo tra l’artista e il territorio.
L’anno in cui l’Aquila ricopre il ruolo di Capitale Italiana della Cultura rappresenta un’opportunità unica per condividere questa straordinaria opera con un pubblico più ampio e per celebrare la resilienza e la bellezza della città.
Il futuro di questo progetto artistico è già delineato: nel 2026 Lampis si concentrerà sul Piemonte, dando il via a un nuovo capitolo del suo viaggio attraverso l’Italia in miniatura.
Questa nuova avventura sarà un’ulteriore testimonianza della sua passione, del suo talento e del suo impegno nel preservare e valorizzare il patrimonio culturale italiano.

