I Giganti di Mont’e Prama, sculture enigmatiche che emergono dal cuore della Sardegna, si configurano oggi non solo come testimonianza tangibile di un’antica civiltà, ma anche come potenti ambasciatori culturali dell’isola, capaci di affascinare e generare interesse a livello globale.
Il 2025 si è rivelato un anno cruciale per la Fondazione Mont’e Prama, che ha intensificato il suo impegno nella promozione internazionale del complesso archeologico del Sinis, rafforzando il ruolo della Sardegna come crocevia di influenze e patrimonio inestimabile del Mediterraneo occidentale.
Lungi dall’essere semplici reperti da esporre, i Giganti sono diventati catalizzatori di un percorso di scoperta e approfondimento, stimolando un dialogo interdisciplinare che coinvolge archeologi, storici dell’arte, antropologi e studiosi di diverse discipline.
La strategia della Fondazione si è articolata attorno a un programma articolato di iniziative, che spaziano da convegni e dibattiti scientifici a mostre di altissimo profilo, con l’obiettivo di decodificare il significato storico e culturale di queste figure uniche.
L’impatto mediatico delle esposizioni internazionali è stato considerevole.
L’esposizione al Metropolitan Museum of Art di New York, e successivamente al Museo Archeologico Nazionale di Madrid, ha gettato le basi per un’ondata di interesse, culminata con l’arrivo di Manneddu al Museo Archeologico di Barcellona, dove ha attratto un flusso costante di visitatori per oltre sei mesi.
Parallelamente alle mostre, cicli di conferenze e incontri con esperti internazionali hanno offerto al pubblico l’opportunità di approfondire la conoscenza della civiltà nuragica e le peculiarità del fenomeno dei Giganti, stimolando la ricerca e la formulazione di nuove ipotesi interpretative.
Il convegno internazionale a Barcellona, incentrato sull’archeologia e la gestione del patrimonio preistorico in Sardegna e nel Mediterraneo Occidentale, ha fornito una piattaforma ideale per lo scambio di esperienze e buone pratiche, affrontando in particolare le sfide legate alla conservazione e valorizzazione dei siti archeologici.
L’intervento di Nicoletta Camedda al Museo di Lisbona, dedicato al Parco archeologico naturale della penisola del Sinis, ha rappresentato un’occasione per presentare il progetto di valorizzazione del territorio e la sua integrazione con le attività culturali.
Analoghi successi hanno segnato l’evento all’Istituto Italiano di Cultura di Atene, consolidando la reputazione della Fondazione come protagonista del panorama culturale internazionale.
Il contributo della Fondazione Mont’e Prama all’Expo 2025 di Osaka ha generato risultati straordinari.
Il video dedicato ai Giganti, diffuso sui canali ufficiali di ExpoItalia, ha superato le due milioni di visualizzazioni, testimoniando la potenza evocativa di queste sculture.
Le quattro copie in 3D delle statue, inclusi gli iconici Efis e Gherreri, hanno affascinato un vasto pubblico, rendendo tangibile la grandezza di un’eredità millenaria.
Questo successo dimostra come la cultura, quando veicolata con sensibilità e innovazione, possa rappresentare un potente strumento di dialogo e di promozione di un territorio.
L’impegno continuo della Fondazione Mont’e Prama si configura quindi come un investimento strategico per il futuro, volto a preservare e divulgare un patrimonio unico, capace di ispirare e arricchire il mondo.







