Sartiglia: I Gremi Difendono l’Anima di una Tradizione Secolare

La Sartiglia di Oristano, custode di un’eredità secolare, si presenta come un complesso rituale cavalleresco che trascende la mera esibizione per divenire espressione identitaria profonda di una comunità.

Di fronte alle recenti disposizioni normative e alle possibili revisioni imposte, le rappresentanze dei Gremi, custodi primari di questa tradizione millenaria, sollevano con fermezza un monito: preservare l’integrità della Sartiglia significa salvaguardare l’anima stessa del territorio.

Attraverso una missiva indirizzata al Prefetto di Oristano e alla Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, i Gremi dei Contadini di San Giovanni Battista e dei Falegnami di San Giuseppe formalizzano la richiesta di piena conformità della manifestazione al decreto Abodi, non come un adempimento burocratico, ma come affermazione di un diritto: quello di mantenere inalterata una pratica che incarna i valori e le credenze di generazioni.

L’appello è chiaro: ogni intervento volto a introdurre elementi di sicurezza aggiuntivi, come giubbottini protettivi o caschetti, costituirebbe un atto di profanazione.

Non si tratta di ostinazione conservatrice, ma di una consapevolezza che le forme esteriori – i costumi, le maschere, i complessi rituali – sono intimamente connesse al nucleo spirituale della Sartiglia.

Alterarle significherebbe compromettere l’equilibrio fragile di un sistema di significati e di valori che si tramandano oralmente e per imitazione, al di là di qualsiasi protocollo scritto.
I Gremi richiamano un dato storico imprescindibile: la Sartiglia, nella sua forma inalterata da oltre cinque secoli, si è dimostrata intrinsecamente sicura.

Non si tratta di una mera assenza di incidenti gravi, ma di un equilibrio dinamico, frutto di un insieme di fattori che contribuiscono a minimizzare i rischi.
La disciplina del percorso, la natura sabbiosa del fondo, il ritmo scandito dalle musiche, la selezione rigorosa dei cavalieri, i controlli veterinari, i limiti di età e salute per gli equini, la gestione del pubblico: tutto concorre a creare una cornice protettiva che va ben oltre le semplici misure di sicurezza.
La Sartiglia non è uno spettacolo, ma una performance rituale che si fonda sulla precisione, l’armonia e il controllo.
La tradizione ha sviluppato, nel corso dei secoli, meccanismi di autoregolazione che rendono la manifestazione intrinsecamente proporzionata ai rischi effettivi, che si rivelano inferiori rispetto ad altre competizioni equestri più impersonali e meno ritualizzate.
L’assenza di incidenti fatali in oltre cinque secoli di storia documentata testimonia l’efficacia di questo sistema, un patrimonio immateriale che va preservato con cura e rispetto.

I Gremi ribadiscono che la Sartiglia è un’espressione culturale unica, un tesoro da custodire non solo per la comunità oristanese, ma per l’intero patrimonio culturale italiano, un monito a comprendere che la sicurezza non si impone dall’esterno, ma si coltiva attraverso la conoscenza profonda delle tradizioni e il rispetto dei saperi ancestrali.

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