Cinquant’anni di Confagricoltura Oristano: un bilancio tra sfide, eredità e futuro del settore primario sardoVenerdì 5 dicembre, il Centro di Spiritualità Nostra Signora del Rimedio a Donigala Fenughedu sarà il palcoscenico di un evento significativo: la celebrazione del cinquantesimo anniversario dalla fondazione di Confagricoltura Oristano.
L’occasione si prefigge di essere più di una semplice commemorazione; sarà un’analisi approfondita del ruolo cruciale dell’agricoltura sarda nell’economia nazionale ed europea, un momento di riflessione sulle trasformazioni subite dal settore primario e una proiezione verso le sfide del futuro.
La giornata, a partire dalle ore 10, vedrà intervenire figure chiave provenienti dal panorama politico, religioso, accademico e sindacale, nazionali e regionali, per tracciare un bilancio dell’impegno di Confagricoltura e del contesto in cui opera.
I saluti istituzionali saranno portati dai presidenti di Confagricoltura Oristano e Sardegna, Tonino Sanna e Stefano Taras, affiancati dal sindaco e prefetto di Oristano, Massimiliano Sanna, e dal presidente della Provincia, Paolo Pireddu.
L’assessora regionale del Lavoro, Desirè Manca, completerà il quadro delle autorità presenti.
A introdurre i lavori, con una prospettiva storica e di contesto, sarà Mario Andria, storico direttore provinciale dell’organizzazione di categoria.
Il fulcro dell’evento sarà una tavola rotonda incentrata su una problematica sempre più pressante: la carenza di manodopera nel settore agricolo.
Questo fenomeno, che affligge non solo la Sardegna ma l’intero Paese, pone seri interrogativi sulla sostenibilità e la competitività delle imprese agricole.
A moderare il confronto, Gianni Loy, già docente di Diritto del lavoro all’Università di Cagliari, guiderà le riflessioni di un panel di esperti.
Tra questi, Monsignor Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e delegato della Conferenza episcopale sarda per la Pastorale sociale e del lavoro, apporterà una visione etica e sociale del problema.
Antonello Podda, del dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Cagliari, analizzerà le implicazioni economiche e politiche.
Irene Cammarata, dell’Ispettorato nazionale del lavoro, fornirà un quadro normativo e di controllo.
Roberto Caponi, direttore generale di Confagricoltura, offrirà una prospettiva operativa e strategica.
Confagricoltura, da sempre impegnata nella tutela del ruolo strategico del settore primario, sottolinea come l’agricoltura rappresenti un asset fondamentale per la Sardegna, non solo in termini economici, ma anche sociali e occupazionali.
La resilienza delle imprese agricole e il benessere dei lavoratori agricoli sono strettamente legati al futuro delle aree rurali sarde, che altrimenti rischierebbero di perdere una leva essenziale per lo sviluppo.
Il cinquantenario rappresenta un’opportunità per ripercorrere un cammino segnato da profonde trasformazioni.
Il contesto sociale, politico, economico e agricolo del 1974 era radicalmente diverso da quello attuale.
Se da un lato la meccanizzazione e lo sviluppo infrastrutturale hanno migliorato l’efficienza del lavoro agricolo, dall’altro la crescente complessità burocratica ha introdotto un peso significativo, sottraendo tempo prezioso dedicato alla gestione delle imprese.
Il futuro, pertanto, passa dalla capacità di semplificare processi, incentivare l’innovazione tecnologica e, soprattutto, valorizzare il capitale umano del settore, promuovendo nuove generazioni di agricoltori capaci di affrontare le sfide del mercato globale e di preservare il patrimonio naturale e culturale della Sardegna.
La giornata di celebrazioni mira a stimolare un dibattito costruttivo e a definire nuove strategie per un futuro agricolo sardo prospero e sostenibile.

