Un tavolo di lavoro cruciale si è riunito presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per affrontare il futuro di Eurallumina, l’importante impianto di Portovesme, in un contesto di trasformazioni energetiche e complesse implicazioni geopolitiche.
Alla presenza di rappresentanti regionali, dirigenti aziendali, Confindustria, Invitalia, l’Agenzia del Demanio, amministrazioni locali, sindacati, e presieduto dal Ministro Adolfo Urso, l’incontro ha delineato un percorso orientato alla decarbonizzazione dell’isola e al supporto del tessuto industriale sardo.
L’occasione è stata segnata dalla recente approvazione del Dpcm, uno strumento legislativo frutto di una sinergia tra i Ministeri delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), della Transizione Ecologica (Mase) e delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit).
Questo decreto, atteso per oltre un decennio e in linea con gli ambiziosi target del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (Pniec), rappresenta un punto di svolta per le aziende sarde, inclusa Eurallumina, assicurando un accesso a prezzi competitivi a fonti energetiche vitali per la produzione.
Il Ministro Urso ha sottolineato come questo provvedimento concretizzi l’impegno governativo a fornire alle imprese sarde le infrastrutture necessarie e tempistiche chiare per una transizione energetica sostenibile, evidenziando il ruolo strategico di Eurallumina sia dal punto di vista industriale che occupazionale.
Oltre all’approvazione del Dpcm, l’incontro ha affrontato la delicata questione della sospensione delle attività operative di Eurallumina, conseguente al congelamento degli asset derivante dalla sua connessione con capitali di origine russa e conseguente applicazione delle sanzioni imposte dall’Unione Europea in risposta all’invasione dell’Ucraina.
Il Ministro ha annunciato l’avvio di un’ulteriore e approfondita analisi da parte del Comitato di Sicurezza Finanziaria (Csf), con la speranza di trovare una soluzione rapida che consenta all’azienda di riprendere le sue attività in Italia.
L’analisi del Csf si concentrerà non solo sulla conformità normativa, ma anche sulla valutazione del rischio sistemico che la situazione potrebbe generare per l’economia locale e nazionale.
Il Governo ha espresso la volontà di utilizzare ogni strumento a disposizione, inclusi contratti di sviluppo e incentivi finanziari, per sostenere il rilancio del sito produttivo, riconfermando l’importanza strategica di Eurallumina per l’economia sarda.
Questo impegno si traduce in una visione a lungo termine che mira a preservare l’occupazione, a promuovere l’innovazione tecnologica e a rafforzare la competitività del territorio.
La riunione ha inoltre aperto la discussione su possibili partnership strategiche con investitori esteri, nel rispetto delle normative europee e delle stringenti procedure di due diligence.
Le strutture tecniche del Mimit si sono impegnate a convocare nuovamente le parti interessate non appena disponibili aggiornamenti significativi, segnalando la priorità attribuita alla risoluzione di questa complessa situazione e l’impegno costante del Governo a garantire un futuro sostenibile per Eurallumina e per l’intero territorio sardo.
La transizione energetica, la sicurezza finanziaria e la stabilità occupazionale si configurano quindi come elementi imprescindibili di un percorso volto a rilanciare l’economia dell’isola.

