Eurallumina: Sindacati al fronte per gli operai, richiesta urgente al Governo

La protesta degli operai di Eurallumina, giunta al decimo giorno di occupazione del silo, trova il pieno appoggio e l’impegno concreto delle sigle sindacali confederali Cgil, Cisl e Uil.
Un sostegno che si traduce in un’azione coordinata e incessante verso le istituzioni governative, in particolare il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) guidato da Adolfo Urso e il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) diretto da Giancarlo Giorgetti, con la ferma convinzione che una soluzione alla vertenza sia ormai a portata di mano.
Fausto Durante, segretario della Cgil Sardegna, insieme ai colleghi Pierluigi Ledda (Cisl) e Fulvia Murru (Uil), hanno espresso solidarietà agli operai direttamente presso lo stabilimento di Portovesme, sottolineando l’urgenza di sbloccare le risorse finanziarie attualmente immobilizzate legate a Rusal.

La situazione, già risolta in diversi altri paesi europei, non può continuare a penalizzare esclusivamente il territorio del Sulcis, aggravando una crisi industriale che affligge l’intera Sardegna.

L’impasse attuale non è un caso isolato, ma si inserisce in un contesto più ampio di problematiche industriali che minano il tessuto economico sardo.

Ledda (Cisl) ha evidenziato come la vertenza Eurallumina si intrecci con altre questioni aperte nel Sulcis, ponendo in luce la complessità di un sistema industriale che necessita di un’azione decisa e coordinata.
L’impegno delle sigle sindacali, attraverso un lavoro sinergico, mira a sbloccare queste situazioni critiche, partendo proprio dal territorio di Portovesme.
Eurallumina rappresenta un punto di svolta cruciale: il successo di questa battaglia avrà ripercussioni significative sul futuro dell’intera area industriale.
L’ottenimento di risposte concrete dal governo, che comportino lo sblocco dei beni e la ripresa delle attività produttive, è un imperativo per la tutela dei diritti dei lavoratori e per la riqualificazione del territorio.

Murru (Uil) ha lanciato un appello pressante alle istituzioni nazionali e regionali, sollecitando un’assunzione di responsabilità collettiva e un intervento tempestivo.

Le promesse fatte finora si sono rivelate insufficienti e l’inerzia rischia di compromettere irrimediabilmente il futuro di questi lavoratori e delle loro famiglie.
L’azione sindacale non si limita a richiedere lo sblocco dei fondi attualmente bloccati per ragioni geopolitiche, ma mira anche a sollecitare un intervento diretto a Bruxelles per ottenere una proroga che consenta la risoluzione della situazione.

La persistenza di questa attesa, che prolunga l’incertezza e la frustrazione dei lavoratori, è divenuta inaccettabile.

La necessità di un’azione rapida e determinata è imprescindibile per salvaguardare il futuro di un’area industriale strategica per l’economia sarda.

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