Granatza: la riscoperta di un vitigno sardo in festa

Orgosolo si appresta a celebrare il Granatza, un vitigno autoctono sardo a bacca bianca, in un’iniziativa di riscoperta e valorizzazione territoriale che va ben oltre una semplice degustazione.

L’evento rappresenta la conclusione di un percorso complesso, nato dall’impegno del progetto Akinas, guidato da Gianni Lovicu, responsabile vitivinicolo di Agris, che ha sottratto il vitigno dall’oblio.
Il Granatza, storicamente coltivato nelle zone del Parteolla, Cagliaritano, Barbagia e Mandrolisai, è destinato a diventare un simbolo di identità e innovazione per l’enologia sarda.

La svolta è rappresentata dalla decisione congiunta delle Cantine Orgosa e delle Cantine di Orgosolo, che, dopo accurate sperimentazioni e valutazioni dei risultati ottenuti attraverso il progetto Agris, hanno optato per una vinificazione su larga scala di questo vitigno, precedentemente sconosciuto nelle bottiglie del territorio.
Questa scelta non è un mero atto commerciale, ma un atto di fede nel potenziale del Granatza e nella capacità di un’intera comunità di riscoprire e custodire il proprio patrimonio.

La Sardegna si conferma leader nella coltivazione del Granatza, con ben 60 ettari dedicati, un dato significativo che sottolinea l’importanza strategica di questo vitigno per l’isola.

Le caratteristiche organolettiche del Granatza sono un affascinante paradosso: l’acidità fissa, marcata e vigorosa, si fonde con note delicate e un’eleganza inaspettata, il risultato diretto delle scelte tecnologiche adottate in fase di vinificazione.
Il progetto Akinas ha permesso di ufficializzare la corrispondenza tra Granatza e Guarnaccia bianca, un passaggio cruciale per l’inserimento del vitigno nel Registro nazionale delle varietà di vite e per l’avvio delle procedure necessarie all’ottenimento della denominazione IGT in Sardegna.

L’iniziativa si configura come un vero e proprio laboratorio di ricerca e valorizzazione, concentrato in particolare nelle aree di Barbagia, con Orgosolo, Oliena e Mamoiada a fare da apripista.

Tradizionalmente relegato al ruolo di vino da dessert, il Granatza si rivela, grazie alla creatività dei sommelier e chef coinvolti, un abbinamento sorprendente e versatile, capace di esaltare carni delicate, piatti di pesce e di arricchire la complessità di preparazioni culinarie.
La dimostrazione pratica è offerta dalle creazioni innovative di Is Femminas di Cagliari, Zenith di Iglesias, Brasiadi Tadasuni, Sa Ziminera di Bolotana, Vecchio Borgo di Sassari, Leopardi di Cabras, Il Mattacchione di Olbia, Montiblu, Il Rifugio, Ristorantino Shardana e La cantina del Gusto di Nuoro, che hanno saputo interpretare al meglio le potenzialità del Granatza Ispavillu (Cantine di Orgosolo) e Gramentino (Cantina Orgosa), elevando la degustazione a un’esperienza sensoriale completa e indimenticabile.

L’evento non è solo una celebrazione del vino, ma un omaggio alla resilienza e alla capacità di innovazione di un territorio ricco di storia e tradizione.

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