Protesta a Portovesme: i lavoratori Eurallumina sfidano il vento e l’incertezza

La vertigine del maestrale accarezza il silo numero 3 dell’impianto Eurallumina a Portovesme, nel cuore del Sulcis, dove la protesta dei quattro lavoratori si protrae in una sfida silenziosa contro la precarietà e l’incertezza.
Una quinta notte sospesi a quaranta metri di altezza, tra il gelo pungente e la costante minaccia del vento, testimonia la determinazione di chi lotta per il futuro di un’intera comunità industriale.
L’azione di protesta, che continua senza interruzioni anche nel fine settimana, non è solo una rivendicazione salariale, ma un grido d’allarme per la sopravvivenza di un sito produttivo cruciale per l’economia locale e per la filiera nazionale dell’allumina.

Si tratta di un’azione che trascende le singole storie dei lavoratori, incarnando le ansie e le speranze di un territorio segnato da decenni di trasformazioni industriali e da un rapporto complesso con le multinazionali.
La richiesta primaria, ribadita con forza, è l’impegno concreto da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e delle altre istituzioni nazionali.
L’incontro precedente, tra la Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, e il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, non ha fornito le risposte attese, lasciando un senso di frustrazione e di incertezza.

Si auspica, quindi, un intervento decisivo, che vada oltre le vaghe promesse e si traduca in misure tangibili.
L’urgenza è palpabile: si chiede di anticipare il tavolo di confronto previsto per il 10 dicembre o, in alternativa, garanzie che la riunione non si riveli un mero esercizio di forma, ma un momento di svolta per il futuro dell’impianto.

Il fulcro della richiesta è la garanzia di continuità finanziaria per lo stabilimento, attraverso l’erogazione di fondi ministeriali.
È fondamentale sottolineare che questi fondi non devono essere considerati una perdita, ma un investimento strategico che Rusal, la società madre, dovrà restituire, dimostrando così il proprio impegno nel rispetto del territorio e dei suoi lavoratori.
Parallelamente alla richiesta di sostegno finanziario, si prospetta come prioritaria la revoca definitiva delle sanzioni patrimoniali, un onere che grava pesantemente sulle spalle dell’azienda e che ne ostacola la capacità di investire e di ripartire.
La solidarietà non manca.
Questa mattina, la protesta ha ricevuto la visita di rappresentanti di Sinistra Futura, consiglieri regionali, sindaci dei comuni limitrofi di Masainas e Nuxis, e del segretario generale della CGIL sarda, Fausto Durante, un segnale tangibile del sostegno che l’iniziativa sta raccogliendo a livello territoriale e sindacale.

Il loro arrivo, in un contesto di freddo pungente e vento impetuoso, simboleggia la forza di un’intera comunità che si stringe ai lavoratori, in attesa di risposte definitive e di un futuro più sereno per l’Eurallumina e per il Sulcis.

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