La transizione ecologica in Sardegna sta affrontando un momento di rallentamento preoccupante.
Secondo i dati recenti, il numero di imprese sarde impegnate in pratiche sostenibili è diminuito del 4,1% rispetto al 2023, portando la percentuale a un critico 21,4%.
Questo posiziona la regione tra le ultime in Italia, superata solo dalla Basilicata, e in forte contrasto con l’Emilia-Romagna, che invece mostra una crescita positiva.
Il calo, superiore alla media nazionale dello 0,5%, solleva interrogativi sulla capacità dell’Isola di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e di modernizzazione del tessuto produttivo.
La situazione è resa ancora più complessa da un paradosso: la domanda di competenze specialistiche in ambito di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica è in forte aumento.
Su un totale di 130.000 nuove assunzioni previste, quasi la metà (47,1%, pari a 61.440 posizioni) risulta attualmente non coperta dal mercato del lavoro.
Questo divario è particolarmente drammatico nel settore artigianale, dove 8.420 richieste di personale green rimangono insoddisfatte, con ben 4.800 posti vacanti che restano tali per lunghi periodi.
L’analisi condotta dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, basata su dati Unioncamere e Sistema Excelsior, evidenzia una frattura tra l’esigenza di una transizione sostenibile e la capacità di reperire i professionisti necessari per realizzarla.
La distribuzione geografica delle richieste di profili green rivela un quadro disomogeneo.
Cagliari guida la classifica con 55.000 posizioni aperte, di cui 27.000 difficilmente ricopribili.
A Sassari-Gallura si registrano 55.000 richieste, con 25.000 posti vacanti.
Nuoro e Oristano, pur con numeri inferiori, presentano percentuali elevate di difficoltà nel reperimento del personale specializzato, rispettivamente il 43,7% e il 49,6%.
A livello provinciale, Cagliari si distingue per il maggior numero di imprese virtuose (5.987), seguita da Sassari (4.879), Nuoro (1.770) e Oristano (1.219).
Il settore delle energie rinnovabili, cruciale per la decarbonizzazione, impiega 7.993 addetti attraverso 2.502 aziende, con una concentrazione maggiore a Cagliari (1.104 aziende e 4.113 addetti), seguita da Sassari-Gallura, Nuoro e Oristano.
“La sostenibilità non è più una mera opzione, ma un imperativo categorico che richiede un impegno condiviso da parte di tutti gli attori del sistema economico,” sottolinea Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna.
“Dobbiamo abbracciare una transizione che non escluda nessuno, ma che coinvolga attivamente artigiani e piccole imprese, preservando il valore intrinseco delle cose e costruendo un futuro più resiliente e prospero per la nostra Isola.
” La sfida attuale non è solo investire in tecnologie verdi, ma anche formare e attrarre i talenti necessari per guidare questo cambiamento profondo e duraturo, colmando il divario tra domanda e offerta di competenze specialistiche.

