La Uil Fpl lancia un monito inequivocabile alla Regione Sardegna, manifestando con un sit-in di fronte al Consiglio Regionale a Cagliari, un profondo dissenso rispetto alle riorganizzazioni ospedaliere previste dalla legge regionale 8/2025, in particolare per quanto concerne l’articolo 7, comma 1.
La protesta, che ha visto la partecipazione di lavoratori provenienti da diverse aree della regione, mira a salvaguardare l’autonomia e la funzionalità di due strutture sanitarie di fondamentale importanza per il territorio: il Microcitemico di Cagliari e l’Ospedale Marino di Alghero.
Il sindacato contesta con forza la decisione di trasferire il Microcitemico, un centro di eccellenza specializzato nella gestione di patologie croniche e territoriali, nell’Arnas Brotzu.
Questa scelta, a loro avviso, non solo non tiene conto delle specifiche esigenze di una popolazione affetta da malattie complesse e che necessita di cure continuative sul territorio, ma rischia di innescare un’ulteriore spirale di deflusso di personale medico specializzato, impoverendo ulteriormente la struttura e compromettendone la vitalità.
La prospettiva di un trasferimento in un contesto di alta specializzazione si rivelerebbe, in sostanza, una soluzione inefficace, creando una “struttura vuota” priva delle risorse umane e delle competenze necessarie per erogare servizi adeguati.
Analogamente, il trasferimento dell’Ospedale Marino di Alghero dalla Azienda Ospedaliero-Universitaria alla ASL Sassari solleva serie preoccupazioni.
La Uil Fpl evidenzia come questa manovra potrebbe generare un impatto negativo significativo su diverse aree specialistiche.
Le sale operatorie, già sotto pressione, sarebbero costrette a operare a capacità ridotta, compromettendo l’efficienza e la tempestività degli interventi chirurgici.
L’Ortopedia, cruciale per la gestione di traumi e patologie muscolo-scheletriche, vedrebbe compromessa la capacità di garantire la gestione delle urgenze e la continuità dell’assistenza.
Particolarmente a rischio sarebbe anche il reparto di Riabilitazione Funzionale, che potrebbe essere costretto alla chiusura a causa della carenza di personale medico fisiatrico e di anestesisti, figure indispensabili per l’erogazione di servizi riabilitativi completi e sicuri.
Il sindacato esorta la Regione a una profonda revisione della legge, invitando i vertici istituzionali ad assumersi la responsabilità di garantire un sistema sanitario sardo equo, accessibile e capace di rispondere efficacemente alle esigenze di salute dei cittadini, valorizzando le peculiarità e le risorse di ogni presidio ospedaliero, piuttosto che sacrificarle sull’altare di scelte programmatica discutibili.
La difesa del diritto alla salute, per la Uil Fpl, passa anche dalla tutela dell’autonomia e della specificità delle strutture sanitarie territoriali.

