Comuni sardi al collasso: l’opposizione chiede 100 milioni

La crescente disparità tra investimenti infrastrutturali e la contrazione delle risorse operative destinate ai Comuni sardi rappresenta una criticità strutturale che impone un intervento immediato e strategico.

I capigruppo dell’opposizione in Consiglio regionale – Paolo Truzzu (Fdi), Angelo Cocciu (Fi), Umberto Ticca (Riformatori), Antonello Peru (Sardegna 2020 al centro) e Stefano Schirru (gruppo Misto) – sottolineano l’urgenza di una manovra finanziaria che superi la mera gestione dell’emergenza, offrendo una prospettiva di sostenibilità a lungo termine per gli enti locali.

La situazione attuale, caratterizzata da un progressivo depauperamento delle capacità di risposta dei Comuni, compromette la qualità dei servizi essenziali garantiti alla cittadinanza.
Trasporto pubblico locale, istruzione di base, mantenimento del decoro urbano, sicurezza pubblica e assistenza sociale – pilastri fondamentali del benessere collettivo – risultano sempre più a rischio a causa della carenza di finanziamenti.
L’opposizione ritiene imprescindibile un sostegno finanziario immediato, quantificato in 100 milioni di euro, da destinare all’incremento del Fondo Unico dei Comuni.
Tale somma non si configura come un semplice salvagente, bensì come un primo passo verso un sistema più equo e sostenibile, volto a compensare le lacune lasciate dalla gestione attuale.
L’obiettivo primario è restituire ai Comuni la capacità di onorare gli impegni presi nei confronti dei cittadini, evitando un ulteriore deterioramento dei servizi e un aumento del disagio sociale.
Si tratta di un intervento che va oltre la mera compensazione delle perdite, mirando a rafforzare l’autonomia finanziaria degli enti locali e a promuovere una governance più efficiente e responsabile.
L’emendamento che verrà presentato alla manovra in discussione in Aula rappresenta, pertanto, uno strumento concreto per tradurre in azione questa visione, auspicando che possa innescare un dibattito costruttivo e sollecitare un cambio di paradigma nella politica finanziaria regionale.
Il futuro della Sardegna, sottolineano i capigruppo, dipende anche dalla capacità di garantire ai suoi territori una vitalità economica e sociale solida e duratura.
Si richiede, quindi, un approccio strategico che valorizzi il ruolo degli enti locali come veri e propri motori di sviluppo e coesione sociale.

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