Ad Alghero si è conclusa un’iniziativa di portata strategica per il futuro della Sardegna: una convention dedicata ai giovani sardi residenti fuori isola, promossa dalla Regione e ispirata dall’Assessora al Lavoro, Desirè Manca.
L’evento, più che una semplice convention, si configura come un atto di rottura con la tradizionale narrativa dell’emigrazione, ripensandola come risorsa e ponte culturale tra la Sardegna e il mondo.
La Presidente della Regione, Alessandra Todde, ha sottolineato come questo incontro rappresenti la tessitura di un filo invisibile, ma potente, che lega la Sardegna alla sua diaspora.
Citando Maria Lai, celebre artista e pensatrice sarda, Todde ha evidenziato come l’emigrazione, lungi dall’essere una perdita, sia un vettore di identità, competenza e connessioni globali.
I giovani sardi all’estero non sono semplici espatriati, ma ambasciatori dell’isola, custodi della sua cultura e potenziali motori di innovazione e cambiamento.
Il discorso di Todde ha focalizzato l’attenzione sulla necessità di emancipare le scelte individuali, sia quelle che portano all’espatrio, sia quelle che spingono a rimanere in Sardegna, liberandole da logiche di obbligo o di necessità.
La distanza fisica, paradossalmente, offre una prospettiva privilegiata sulla Sardegna, una visione spesso idealizzata, ma carica di affetto e di desiderio di riscatto.
È questa visione, questa “sardità da fuori”, che può fornire gli strumenti per costruire un’isola nuova, proiettata verso il futuro con coraggio e una visione lungimirante.
L’Assessora Manca ha enfatizzato il carattere innovativo della convention, che ha superato la formalità per abbracciare un approccio partecipativo e generazionale.
Le prime due giornate, dedicate a laboratori e confronti intensi presso il centro di Montagnese, hanno creato un clima di fiducia e apertura, culminando in una “sessione istituzionale” che si preannuncia come un vero e proprio patto.
L’impegno dell’Assessorato del Lavoro si concretizza nell’apertura di canali di comunicazione diretti, stabili e autentici con i giovani sardi all’estero.
L’obiettivo primario non è più parlare *dei* giovani, ma dialogare *con* i giovani, ascoltare le loro voci, comprendere le loro aspirazioni e affrontare le loro sfide.
L’assunzione di responsabilità nei confronti della nuova generazione è netta: non si tratta più di definire i giovani come il futuro, ma di riconoscerli come il presente attivo e presente, capaci di plasmare il destino della Sardegna.
La creazione di uno spazio libero e sicuro, dove l’espressione individuale possa fluire senza filtri né timori, attraverso un linguaggio autentico e personale, rappresenta il punto di partenza di questo nuovo percorso, un percorso che si avvia ufficialmente ad Alghero, aprendo a un futuro di opportunità condivise e di crescita collettiva.

