L’esclusione di Nuoro dagli incentivi nazionali per l’acquisto di veicoli elettrici rappresenta una ferita profonda per un territorio che lotta quotidianamente per la propria sopravvivenza e sviluppo.
Questa decisione, formalizzata nel decreto ministeriale dell’8 agosto 2025, emersa a seguito dell’interrogazione parlamentare presentata dalla deputata Fontana, non è un evento isolato, ma si inserisce in un quadro più ampio di scelte politiche che sembrano deliberatamente ostacolare la vitalità delle aree interne.
Il criterio adottato – limitare l’accesso agli incentivi alle sole “aree urbane funzionali” (FUA) con una popolazione superiore a 50.000 abitanti, come definito dall’ISTAT – si rivela un macigno per l’intera Sardegna centrale, e in particolare per Nuoro, negando al capoluogo il riconoscimento del suo ruolo cruciale.
Non si tratta semplicemente di un centro urbano, ma del fulcro amministrativo, sociale e territoriale per un vastissimo comprensorio di comuni montani, un baricentro essenziale per la coesione sociale ed economica di un’intera regione.
L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Emiliano Fenu, non intende accettare passivamente questa disparità.
La mobilità sostenibile, lungi dall’essere un lusso, deve configurarsi come un diritto fondamentale, un motore di sviluppo per le comunità interne che si trovano ad affrontare sfide demografiche e ambientali complesse.
Il divario crescente tra le aree metropolitane, che possono beneficiare di agevolazioni per il rinnovo del parco veicolare, e le aree interne, destinate all’obsolescenza e al ritardo, rischia di creare una frattura sociale inaccettabile, una “doppia Italia” che nega le promesse di coesione e sviluppo sostenibile avanzate a livello nazionale.
Nuoro non intende assumere un ruolo di spettatrice, ma si propone di essere protagonista attivo della transizione ecologica.
L’amministrazione comunale ha già intrapreso azioni concrete per promuovere la mobilità sostenibile, con investimenti in infrastrutture di ricarica e progetti mirati a sensibilizzare la cittadinanza.
Tuttavia, questi sforzi locali necessitano di un quadro normativo nazionale equo e coerente, che riconosca le specificità delle aree interne e garantisca a tutti i cittadini pari opportunità di accesso ai benefici ambientali.
L’esclusione dagli incentivi non solo penalizza la possibilità di rinnovare il parco veicolare, ma mina anche la fiducia nella capacità dello Stato di supportare le comunità interne, aggravando il rischio di spopolamento e compromettendo il futuro di un territorio che merita di essere valorizzato e sostenuto, non penalizzato.
La lotta per l’accesso agli incentivi è, in ultima analisi, una lotta per la dignità e la sopravvivenza di Nuoro e delle aree interne sarde.







