L’istituzione regionale della Sardegna esprime profonda preoccupazione e riserva forti riserve in merito alla decisione unilaterale di trasferimento di detenuti in regime di 41 bis nell’Isola.
La questione non può essere affrontata come una mera questione logistica o amministrativa, ma incide profondamente su equilibri territoriali, sociali e istituzionali che richiedono una gestione condivisa e trasparente.
Si ribadisce con forza la necessità di un’azione governativa improntata a lealtà istituzionale e a un rigoroso rispetto delle competenze regionali.
L’imposizione di scelte di tale portata, potenzialmente destabilizzanti per l’ordine pubblico e capaci di rimodellare l’organizzazione stessa del sistema penitenziario sardo, non può prescindere da un dialogo aperto e costruttivo con le istituzioni locali, le comunità residenti e le associazioni che operano sul territorio.
L’assenza di un coinvolgimento preventivo, di una consultazione ampia e di una valutazione approfondita degli impatti socio-ambientali ed economici di tale iniziativa, appare inaccettabile.
Si richiede pertanto al Governo una revisione immediata dell’approccio, orientandolo verso un modello di governance partecipativa, che tenga conto delle specificità regionali e delle esigenze delle popolazioni interessate.
La questione sollevata trascende la mera gestione del sistema carcerario; si tratta di tutela della sovranità regionale, di salvaguardia della coesione sociale e di garanzia di un processo decisionale equo e democratico.
L’istituzione regionale rivendica il diritto di essere ascoltata e di contribuire attivamente alla definizione di politiche che impattano direttamente sulla vita dei cittadini sardi.
L’urgenza di un confronto costruttivo è amplificata dalle potenziali ripercussioni sulla sicurezza, sull’ordine pubblico e sulla capacità delle risorse locali di fronteggiare una situazione del genere.
È imperativo garantire che la decisione sia supportata da un’adeguata analisi dei rischi e da un piano di intervento che tenga conto delle peculiarità del contesto sardo, evitando impatti negativi sulle comunità e sulle infrastrutture esistenti.
Si sollecita, pertanto, un tavolo di lavoro immediato, con la partecipazione di tutte le parti interessate, per affrontare la questione in modo responsabile e condiviso, tutelando il bene comune e il futuro della Sardegna.







