In seguito alla decisione del Prefetto di Cagliari, Giuseppe Castaldo, la vendita dei biglietti per la partita Cagliari-Genoa, in programma sabato 22 novembre alle ore 15:00 presso l’Unipol Domus, è stata interamente preclusa ai residenti in Liguria.
Questa misura restrittiva, disposta in ragione di una valutazione approfondita del rischio formulata dal Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive, mira a salvaguardare l’ordine pubblico e prevenire potenziali disordini che potrebbero derivare da un afflusso incontrollato di tifosi ospiti.
La scelta del Prefetto non costituisce un episodio isolato, ma si inserisce in un contesto di crescenti preoccupazioni legate alla sicurezza negli eventi sportivi, un tema che richiede una gestione sempre più attenta e proattiva.
Le tensioni tra le tifoserie, esacerbate da dinamiche sociali complesse e spesso amplificate dai media, rendono imperativo l’adozione di misure preventive capaci di minimizzare i rischi.
Il Comitato di Analisi, nel formulare il suo parere, ha considerato elementi quali la storica rivalità tra le due squadre, la presenza di gruppi ultras con una storia di comportamenti violenti e la complessiva situazione del tessuto sociale sardo, che necessita di tutela.
L’aspettativa è che il settore riservato ai tifosi del Genoa risulti significativamente vuoto, replicando lo scenario osservato nella precedente edizione della partita.
L’accesso sarà consentito esclusivamente a sostenitori del Grifone domiciliati in altre regioni italiane o, specificatamente, ai membri del Genoa Club Sardegna, una realtà che testimonia la presenza di un bacino di appassionati isolani legati alla squadra genovese.
Questa deroga riflette la volontà di non penalizzare i tifosi “moderati” e di riconoscere l’esistenza di legami storici e culturali tra la tifoseria genoana e la Sardegna.
L’implementazione di questo divieto evidenzia una tendenza a rafforzare le misure di sicurezza negli stadi, spesso a costo di limitare la libertà di movimento dei tifosi.
Si tratta di un bilanciamento delicato tra il diritto alla partecipazione sportiva e la necessità di garantire la sicurezza di tutti, inclusi i residenti, i lavoratori e i visitatori che frequentano l’area dello stadio.
La decisione del Prefetto, pertanto, non va interpretata come un atto punitivo nei confronti dei tifosi liguri, ma come una risposta necessaria a una problematica più ampia che riguarda la sicurezza nelle manifestazioni sportive e la responsabilità delle istituzioni nel prevenire il rischio di disordini.
La partita Cagliari-Genoa diventa così un caso studio, un banco di prova per valutare l’efficacia di strategie di prevenzione e gestione della sicurezza che potrebbero essere adottate in futuro per altre manifestazioni a rischio.

