La Dinamo Banco di Sardegna Sassari assaporava l’amaro del fondo classifica, ma ieri, al PalaSerradimigni, ha respirato un’aria nuova, più rarefatta, intrisa di speranza.
La vittoria sofferta, 89-88, contro la Dolomiti Energia Trento, non è stata una passeggiata, né un trionfo di gioco fluido e impeccabile.
Piuttosto, è stata la sintesi di un orgoglio ferito che si risolleva, di una resilienza che si riaccende, alimentata dalla recente iniezione di fiducia derivante dal cambio tecnico.
La partita, segnata da alti e bassi, ha messo a nudo le fragilità difensive che affliggono la squadra, ma ha anche evidenziato una ritrovata aggressività in attacco, un’urgenza di reagire che mancava nelle precedenti uscite.
Nonostante i blackout, le incertezze e le difficoltà nel contenere gli avversari, la Dinamo ha mostrato un carattere che poteva sembrare perduto, una determinazione a non arrendersi che si è concretizzata in un finale al cardiopalma.
La figura di capitan Thomas si è elevata a simbolo di questa rinascita.
Il suo contributo decisivo negli ultimi istanti di gioco, con la presa di rimbalzo che ha sbloccato il risultato e l’incredibile stoppata a Jones sul suono della sirena, hanno incarnato lo spirito di squadra e la leadership che Sassari tanto aveva bisogno.
L’apporto di Buie, orchestratore di attacco con 9 assist e 17 punti, l’efficacia di Johnson, autore di una prova da 19 punti con un buon rendimento dalla lunga distanza, e la dinamicità di Marshall, con i suoi 14 punti, hanno contribuito a costruire una vittoria che va oltre il semplice punteggio.
Veljko Mrsic, con lucidità, ha sottolineato come una vittoria di questo genere, conquistata con il cuore pulsante, possa avere un impatto psicologico significativo sulla squadra.
La consapevolezza del peso che la salvezza riveste per la piazza sassarese ha spinto i giocatori a superare i propri limiti, a sacrificarsi e a lottare su ogni pallone.
“L’importante oggi era vincere,” ha affermato l’allenatore, evidenziando come la squadra, pur essendo giovane e in rodaggio, stia rispondendo positivamente alle sue direttive e dimostrando un’etica del lavoro encomiabile.
Questo successo, al di là del valore immediato in classifica, rappresenta un punto di partenza, una tappa fondamentale in un percorso di crescita che richiede consapevolezza di ruolo da parte di ogni singolo giocatore.
L’impegno costante, la disciplina tattica e la fiducia reciproca sono gli ingredienti necessari per affrontare le prossime sfide con maggiore serenità e ambizione.
Mercoledì, la Dinamo affronterà il Rasta Vechta in un match già privo di implicazioni per la qualificazione all’Europe Cup, mentre domenica la trasferta a Napoli offrirà l’opportunità di consolidare questa ritrovata fiducia e di proseguire la risalita verso posizioni più tranquille in campionato.
Il cammino è ancora lungo e tortuoso, ma la speranza, come un fuoco che si riaccende, illumina il futuro della Dinamo Banco di Sardegna.

