La Piana di Venafro, nel cuore dell’Isernia, si confronta con una problematica ambientale di gravità comprovata, un campanello d’allarme che risuona forte grazie alle rigorose indagini condotte dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Pisa.
Le ricerche, a supporto di una crescente preoccupazione popolare, tracciano un nesso diretto tra la qualità dell’aria e un incremento allarmante di decessi prematuri e patologie debilitanti, riducendo la speranza di vita dei residenti.
Il quadro emergente, frutto di un ampio ciclo di audizioni presso la IV Commissione regionale, ha visto il confronto tra amministrazioni locali (Comune di Venafro e Pozzilli), rappresentanti regionali, tecnici dell’ARPA Molise, associazioni civiche come “Mamme per la Salute” e, soprattutto, esperti del CNR.
Questo dialogo costruttivo ha permesso di analizzare i dati alla luce di diverse prospettive, delineando un quadro complesso e urgente.
L’analisi del CNR non si limita a confermare l’esistenza dell’inquinamento, ma ne quantifica l’impatto sulla salute pubblica.
La relazione scientifica, resa pubblica dall’esponente del Movimento 5 Stelle Andrea Greco, stima un numero di decessi attribuibili all’inquinamento atmosferico compreso tra le 30 e le 35 unità annue.
Questi decessi sono correlati a un aumento significativo di patologie cardiovascolari, tra cui ictus e infarti, e a un’incidenza maggiore di tumori al seno, una scoperta particolarmente preoccupante per la comunità femminile.
L’approfondimento dei fattori determinanti rivela una situazione multifattoriale, lontana da una causa singola e facilmente risolvibile.
L’inquinamento della Piana non è il risultato di un singolo agente inquinante, ma un effetto sinergico derivante dalla combinazione di diverse fonti: l’attività industriale, che rappresenta il peso maggiore con oltre il 60% delle emissioni, il traffico veicolare, il riscaldamento domestico, e le emissioni derivanti da attività agricole intensive.
Questa complessità richiede un approccio strategico e coordinato, che superi le soluzioni parziali e mirate a singoli problemi.
La ricerca del CNR sottolinea, inoltre, l’importanza di considerare l’effetto cumulativo dell’esposizione prolungata a basse dosi di inquinanti, un aspetto spesso trascurato nelle valutazioni di impatto ambientale.
Le sostanze inquinanti, anche in concentrazioni apparentemente contenute, possono interagire tra loro, potenziando i loro effetti negativi sulla salute e contribuendo allo sviluppo di malattie croniche.
Il dato più inquietante è che l’impatto dell’inquinamento non si limita alla popolazione adulta, ma colpisce anche i bambini, con un aumento dei casi di asma, bronchite e altre malattie respiratorie.
La Piana di Venafro si trova, quindi, di fronte a una sfida cruciale: proteggere la salute delle generazioni future, garantendo loro un ambiente salubre e un futuro sostenibile.
Serve un cambio di paradigma che veda la tutela dell’ambiente come priorità assoluta, un investimento nella qualità della vita e nella prosperità futura della comunità.

