Il Molisano anziano, custode di una storia e di un territorio, si trova oggi a confrontarsi con una sfida silenziosa: l’accesso alle cure mediche.
I dati recenti, emersi dall’indagine “Passi d’argento” dell’Istituto Superiore di Sanità, proiettano una luce preoccupante su questa realtà, segnando un trend allarmante.
Un quarto della popolazione molisana ultra 65enne, infatti, si trova a rinunciare a trattamenti necessari, un dato che colloca la regione in una posizione critica, ben al di sopra della media nazionale (18%) e in linea con altre regioni del Sud che affrontano sfide simili.
Questo fenomeno non è un mero numero statistico, ma riflette una complessa interazione di fattori strutturali e sociali che impattano direttamente sulla qualità della vita di una fascia di popolazione particolarmente vulnerabile.
L’anzianità comporta, spesso, una maggiore fragilità, un incremento delle patologie croniche e una maggiore dipendenza dall’assistenza sanitaria.
Privare queste persone delle cure necessarie significa non solo compromettere la loro salute, ma anche la loro autonomia e il loro benessere psicologico.
L’indagine “Passi d’argento” svela le radici di questa situazione.
La barriera più insidiosa, per oltre la metà degli italiani che hanno rinunciato a cure, si materializza nelle lunghe liste d’attesa.
Questo fenomeno, amplificato in regioni come il Molise, comporta tempi di attesa prolungati per visite specialistiche ed esami diagnostici, rendendo spesso impossibile l’accesso tempestivo alle cure.
Ma le liste d’attesa non sono l’unica criticità.
La distanza geografica, l’inadeguatezza dei trasporti pubblici e la rigidità degli orari di apertura delle strutture sanitarie rappresentano ostacoli significativi, soprattutto per chi vive in aree rurali e isolate.
Non si può ignorare, inoltre, l’incidenza dei costi.
Per una percentuale rilevante, l’elevato costo delle prestazioni sanitarie, anche solo in parte a carico del paziente, si configura come un vero e proprio deterrente.
Questo aspetto evidenzia un divario sociale che vede i più fragili penalizzati nell’accesso a un diritto fondamentale come la salute.
La situazione richiede un’analisi approfondita delle cause strutturali che alimentano questo fenomeno.
È necessario investire in personale sanitario, ottimizzare l’organizzazione dei servizi, potenziare l’assistenza domiciliare e promuovere l’utilizzo di tecnologie innovative per la telemedicina.
Parallelamente, è cruciale rafforzare le politiche di sostegno al trasporto per le persone anziane e con difficoltà motorie, e implementare misure di riduzione dei costi per le prestazioni sanitarie.
Il giorno dedicato all’anziano, il 1° ottobre, non può limitarsi a celebrazioni formali, ma rappresentare un momento di riflessione e di impegno concreto per garantire a tutti i molisani anziani il diritto a una vita dignitosa e in salute, libera dalla paura di non poter accedere alle cure necessarie.
Si tratta di un investimento nel futuro della nostra comunità, un atto di responsabilità verso coloro che hanno contribuito a costruire il Molise che conosciamo.







