Cittadinanza onoraria al cardinale: Arcigay chiede revoca e inclusione.

L’eco di un dolore profondo risuona nelle parole di Arcigay Molise, che rivolge al consiglio comunale di Belmonte del Sannio una richiesta di revisione e distacco da un atto che appare, alla luce di recenti esternazioni, profondamente dissonante con i principi di inclusione e rispetto.

La cittadinanza onoraria concessa al cardinale Gerhard Ludwig Müller si rivela, a suo avviso, un atto problematico, amplificato dalle sue dichiarazioni pubbliche che colpiscono direttamente la comunità LGBTQ+.

La ferita è aperta, non solo per le parole del prelato, ma perché esse rappresentano un sintomo di un problema strutturale, un clima di intolleranza che si traduce in sofferenza concreta.

Il recente suicidio di un giovane della provincia di Latina, vittima di bullismo e discriminazioni, è un monito doloroso, una testimonianza tragica della fragilità di chi, marginalizzato e ferito, si sente senza risorse per affrontare la pressione sociale.
Il linguaggio utilizzato dal cardinale Müller, negando l’esistenza stessa dell’omofobia, non è solo una sminuzzamento del dolore altrui, ma un atto di negazione di una realtà sociale comprovata da statistiche, testimonianze e, purtroppo, da esiti fatali.

Arcigay Molise sottolinea come tali affermazioni siano in contrasto con il significato stesso della cittadinanza onoraria, un riconoscimento che dovrebbe premiare chi contribuisce al bene comune e all’arricchimento della comunità.
Concedere tale onore a una figura pubblica che esprime posizioni discriminatorie significa, di fatto, legittimare l’odio e la violenza verbale, offrendo un’immagine di bel momento del Sannio distante dai valori di accoglienza e rispetto dei diritti umani.
La richiesta di revoca non è un gesto di ostilità gratuita, bensì un atto di difesa della dignità, un grido di speranza per un futuro in cui ogni individuo, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale o identità di genere, possa vivere liberamente e serenamente.
È un appello alla responsabilità civile, un invito a guardare con occhi nuovi le dinamiche sociali e a costruire una comunità più giusta e inclusiva, dove le voci dei più vulnerabili siano ascoltate e valorizzate, e dove il silenzio di fronte all’ingiustizia non sia più un’opzione.

La cittadinanza onoraria non può essere un privilegio, ma un onore guadagnato con l’impegno a promuovere il bene comune e la coesione sociale, principi che appaiono compromessi dall’atteggiamento del cardinale Müller.

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