Il recente Indice sulla Criminalità 2024, elaborato dal Sole 24 Ore sulla base dei dati ufficiali del Ministero dell’Interno, offre un quadro complesso della sicurezza nelle province italiane, evidenziando peculiarità regionali e tipologie di reato prevalenti.
Il Molise, in questo scenario, si presenta con un profilo relativamente meno critico rispetto alla media nazionale, sebbene l’analisi dettagliata dei singoli indicatori riveli dinamiche degne di approfondimento.
Campobasso, collocandosi al 71° posto su 106 province, e Isernia all’82°, suggeriscono un livello di rischio percepito e oggettivo inferiore rispetto a molte altre aree del Paese.
Tuttavia, questa posizione non deve indurre a compiacimento, ma piuttosto stimolare un’analisi mirata alle specifiche criticità che emergono dall’osservazione dei dati disaggregati.
Un elemento particolarmente rilevante è l’incidenza dei furti d’auto a Campobasso, con 267 denunce ogni centomila abitanti, un dato che posiziona la città all’11° posto nella graduatoria provinciale.
Questo suggerisce una vulnerabilità infrastrutturale o una maggiore propensione al reato di questo tipo, che potrebbe essere correlata a fattori socio-economici o alla presenza di reti criminali specializzate.
Il numero di furti in abitazioni (190 denunce ogni centomila abitanti) indica una sensibilità diffusa in termini di sicurezza domestica, richiedendo interventi mirati a rafforzare la prevenzione e la sensibilizzazione della popolazione.
L’incidenza di truffe e frodi informatiche, con 416 denunce a Campobasso e 438 a Isernia, rappresenta una sfida emergente nel panorama criminale contemporaneo.
Questa tendenza, accentuata dalla crescente digitalizzazione della società, richiede un potenziamento delle competenze delle forze dell’ordine e un’intensificazione delle campagne di educazione alla sicurezza informatica rivolte a tutte le fasce di popolazione, con particolare attenzione agli anziani e alle persone più vulnerabili.
Il numero relativamente contenuto di denunce per violenze sessuali (sei a Campobasso e 13 a Isernia) potrebbe essere influenzato da fattori socioculturali che limitano la denuncia, ma non necessariamente riflette la reale diffusione del fenomeno.
A Isernia, la registrazione di un omicidio volontario, sebbene un evento isolato, sottolinea la necessità di un monitoraggio costante e di un’azione preventiva mirata a prevenire escalation di violenza.
Le denunce per lesioni dolose (133 a Isernia) e le rapine (16) indicano la presenza di dinamiche di microcriminalità che richiedono un’azione di prossimità e di contrasto mirata.
L’incidenza di reati legati allo stupefacenti (34 denunce) segnala la necessità di politiche di prevenzione e di contrasto alla diffusione di sostanze illecite, con particolare attenzione ai giovani.
In definitiva, l’analisi dei dati relativi alla criminalità nel Molise offre un’opportunità per sviluppare strategie di sicurezza più efficaci e mirate, basate su una comprensione approfondita delle dinamiche criminali locali e sulla collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine e comunità.
Un approccio proattivo, che combini prevenzione, repressione e riabilitazione, è essenziale per garantire un ambiente sicuro e vivibile per tutti i cittadini.

