Diabete in Molise: resilienza e disuguaglianze sociali

Il Molisano, a dispetto di trend nazionali allarmanti, sembra presentare una resilienza relativa in termini di prevalenza di diabete.
I dati più recenti, provenienti dalla rete di sorveglianza ‘Passi’ dell’Istituto Superiore di Sanità e presentati in concomitanza con la Giornata Mondiale del Diabete, indicano una diffusione del 3,4% nella popolazione adulta (18-69 anni).
Questo valore, significativamente inferiore alla media nazionale del 4,8%, suggerisce una potenziale efficacia di fattori protettivi ancora da approfondire.
L’analisi stratificata rivela una dinamica complessa.
La prevalenza diabetica non è distribuita uniformemente: essa emerge come un fenomeno legato all’età, con un incremento progressivo che parte da un modesto 2% nella fascia d’età inferiore ai 50 anni fino a raggiungere quasi il 9% tra i 50 e i 69 anni.
Questa progressione suggerisce un ruolo cruciale dell’invecchiamento fisiologico, con le sue correlate modificazioni metaboliche e la graduale perdita di efficienza dei meccanismi omeostatici.
Un elemento cruciale da considerare è la differenza di genere: gli uomini mostrano una prevalenza più elevata (5,2%) rispetto alle donne (4,4%), sollevando interrogativi sulla potenziale influenza di fattori ormonali, abitudini di vita, o esposizione differenziata a fattori di rischio ambientali e occupazionali.
Tuttavia, il dato più preoccupante e potenzialmente rivelatore di disuguaglianze sociali emerge dall’analisi delle fasce di popolazione socio-economicamente più vulnerabili.
In queste fasce, la prevalenza del diabete esplode, raggiungendo il 16% tra chi non possiede alcun titolo di studio e raggiunge il 10% tra coloro che si trovano in condizioni economiche precarie.
Questo dato drammatico evidenzia come il diabete non sia solo una malattia metabolica, ma anche un indicatore di deprivazione sociale e di iniquità nella salute.
La mancanza di istruzione, spesso correlata a un lavoro più faticoso e meno sicuro, e le difficoltà economiche, che limitano l’accesso a un’alimentazione sana e a cure mediche adeguate, costituiscono potenti determinanti di malattia.

L’associazione stretta tra diabete e altre patologie cardiovascolari (ipertensione, ipercolesterolemia, obesità, sedentarietà) sottolinea ulteriormente la natura sistemica della malattia.
La presenza concomitante di questi fattori di rischio non solo complica la gestione clinica del diabete, ma indica anche una condizione di generale squilibrio metabolico e di stile di vita non salutare.

L’interazione complessa tra questi fattori richiede un approccio integrato che vada oltre la semplice gestione glicemica, affrontando le cause profonde del rischio cardiovascolare.

In conclusione, sebbene il Molisano appaia, nel complesso, meno colpito dalla prevalenza del diabete rispetto alla media nazionale, i dati rivelano disuguaglianze socio-sanitarie significative e indicano la necessità di interventi mirati a contrastare i determinanti sociali della malattia e a promuovere stili di vita sani in tutte le fasce della popolazione, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili.

Ulteriori ricerche sono essenziali per identificare i fattori protettivi presenti nella regione e per sviluppare strategie di prevenzione efficaci e personalizzate.

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