Un fiume di luci e speranze ha attraversato Isernia, un corteo imponente composto da oltre settemila persone, un grido corale per difendere il diritto alla salute pubblica e contrastare un commissariamento decennale che ha lasciato il sistema sanitario molisano sull’orlo del collasso.
L’iniziativa, nata dall’impegno del sindaco Piero Castrataro, che da settimane ha scelto di accamparsi di fronte all’ospedale ‘Veneziale’ per aprire un confronto diretto con la sanità locale, ha superato ogni aspettativa, trasformandosi in un vero e proprio atto di civica resistenza.
Il corteo, guidato dai giovani, custodi del futuro e simbolo della volontà di rimanere radicati in una regione che rischia di perdere talenti e risorse, ha visto in prima linea anche i comuni cittadini, portatori di un sentimento diffuso: il diritto alla salute è un diritto costituzionale inalienabile.
L’assenza di slogan urlati ha lasciato spazio a striscioni eloquenti, veri e propri manifesti di un malessere profondo, di una paura crescente per la potenziale perdita di servizi essenziali come il Punto nascite e l’Emodinamica, inglobati in un Piano Operativo Sanitario (Pos) che sembra decretare la fine di un’era.
L’eco di questa mobilitazione ha trasceso i confini regionali.
Oltre mille isernini residenti in altre regioni o all’estero hanno espresso la loro solidarietà attraverso una petizione online, dimostrando un legame indissolubile con la propria terra.
Una vasta rappresentanza della comunità scolastica – studenti, docenti, personale ATA e dirigenti – ha marciato a fianco di sportivi, associazioni di volontariato e comitati civici.
Le testimonianze di ex pazienti hanno arricchito il corteo di storie di cura e dedizione, raccontando un sistema sanitario che, nonostante le carenze di personale, ha sempre garantito un servizio di eccellenza grazie all’impegno quotidiano di medici e operatori sanitari.
La fiaccolata ha rappresentato anche un atto di resilienza per chi ancora necessita delle cure offerte dall’ospedale Veneziale, un baluardo di speranza per una comunità che non vuole rinunciare alla possibilità di curarsi vicino a casa.
La presenza di cittadini provenienti dalla Campania e dall’Abruzzo ha sottolineato il ruolo cruciale dell’ospedale isernino per i comuni confinanti, evidenziando la necessità di accordi transfrontalieri per integrare i servizi sanitari.
L’iniziativa del sindaco, che include proposte di incentivi economici per attrarre nuovi medici attraverso i bandi Asrem, dimostra una volontà concreta di risolvere le criticità esistenti.
Il sostegno virtuale, riversato sui social media attraverso innumerevoli condivisioni, conferma che la battaglia per la sanità molisana ha riscosso un’ampia risonanza a livello nazionale, alimentando la speranza di un futuro più giusto e sostenibile.
Il gesto corale ha dimostrato come la difesa della salute pubblica possa diventare un motore di coesione sociale e di rinnovamento civico, un faro di speranza per un futuro migliore.








