Isernia, il sindaco in tenda contro il piano sanitario.

Il disagio che attanaglia Isernia si concretizza in una protesta simbolica, ma densa di significato: il sindaco Piero Castrataro, dal 26 dicembre, ha scelto di piantare una tenda di fronte all’ospedale Veneziale, in un gesto di aperta contestazione alle riorganizzazioni sanitarie previste nel Piano Operativo Sanitario (POS) 2025-2027.

La decisione, frutto di una crescente preoccupazione per il futuro dell’assistenza sanitaria locale, ha innescato un’onda di solidarietà che coinvolge l’intera comunità e oltre.
L’iniziativa, lungi dall’essere una mera manifestazione di protesta, si configura come un monito urgente rivolto all’Azienda Sanitaria Regionale (ASR).

Il 7 gennaio, il sindaco si recherà a Campobasso per un incontro istituzionale, convocato proprio a seguito della sua formale richiesta, con l’obiettivo di presentare proposte mirate e concrete volte a mitigare le criticità che affliggono la struttura ospedaliera.
Castrataro, attraverso un messaggio video, ha espresso la speranza che le sue istanze siano recepite tempestivamente, sottolineando l’urgenza di trovare soluzioni efficaci per preservare la qualità dei servizi offerti alla cittadinanza.

Nonostante le avverse condizioni meteorologiche, che hanno portato all’emissione di un’allerta in Molise, il primo cittadino ha ribadito la sua determinazione a rimanere in tenda, in segno di protesta, fino a quando non saranno tangibili miglioramenti nella situazione sanitaria.
La sua azione ha generato un movimento di supporto che si estende ben oltre i confini del comune di Isernia.

Un esempio significativo è l’arrivo di un gruppo di persone provenienti dalla Campania, che si sono uniti alla “staffetta di solidarietà” a sostegno del sindaco e della sua battaglia per la difesa del diritto alla salute.
La protesta di Castrataro solleva interrogativi cruciali sulla programmazione sanitaria regionale, evidenziando le difficoltà che spesso incontrano le comunità locali nel garantire l’accesso a servizi essenziali.
Il suo gesto coraggioso, pur nella sua apparente semplicità, assume il valore di un appello a un ripensamento delle politiche sanitarie, invitando a una maggiore attenzione alle esigenze del territorio e a un dialogo costruttivo tra istituzioni e cittadini.
La vicenda di Isernia diventa così un caso emblematico, capace di risuonare in molte altre realtà che lottano per la tutela del diritto fondamentale alla salute.

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