Dopo vent’anni di attesa, la firma del nuovo accordo integrativo regionale per la medicina generale in Molise segna un punto di svolta cruciale per la sanità territoriale, una trasformazione che lo Snami Molise, attraverso la voce del suo presidente Federico Di Renzo, definisce con enfasi.
Non si tratta di una semplice revisione procedurale, bensì di una ridefinizione organica dell’assistenza primaria, un processo di modernizzazione che proietta il Molise in una posizione di avanguardia a livello nazionale nell’implementazione del modello ispirato al Dm 77.
L’immobilismo protratto per due decenni ha gravato sulla capacità del sistema sanitario di rispondere efficacemente alle crescenti esigenze della popolazione.
Il nuovo accordo, quindi, introduce un cambiamento di paradigma, focalizzandosi su una sanità radicata nel territorio e orientata al paziente.
Il declino della burocrazia, l’incremento della prossimità tra medico e assistito, la riduzione della frammentazione e l’avvio di una reale integrazione tra i professionisti sanitari e i servizi offerti rappresentano i cardini di questa nuova filosofia.
L’obiettivo primario è la creazione di una sanità proiettata verso il futuro, capace di anticipare e rispondere alle sfide demografiche e sanitarie del XXI secolo.
Si tratta di un approccio olistico che abbandona i modelli organizzativi obsoleti e pone al centro il benessere del cittadino, considerando la persona nella sua complessità e nel contesto sociale in cui vive.
Particolare rilevanza assume la gestione integrata delle patologie croniche, una sfida sempre più pressante in una popolazione che invecchia.
L’accordo prevede strategie mirate per il monitoraggio, la prevenzione e il supporto ai pazienti affetti da malattie croniche, riducendo il rischio di complicanze e migliorando la qualità della vita.
La medicina di prossimità, intesa come un servizio sanitario accessibile e personalizzato, costituisce un elemento chiave di questo nuovo modello.
Si punta a rafforzare il ruolo del medico di famiglia come punto di riferimento per la comunità, garantendo un contatto diretto e continuativo con i pazienti.
L’integrazione nelle Case della Comunità, presidi sanitari territoriali che riuniscono diversi specialisti e servizi, rappresenta un’altra priorità.
Questi centri avranno il compito di coordinare l’assistenza sanitaria, facilitando l’accesso ai servizi specialistici e promuovendo la collaborazione tra i professionisti sanitari.
Si tratta di una visione che presuppone una rimodulazione profonda dell’organizzazione sanitaria, superando le barriere tra ospedale e territorio e creando un sistema integrato e coerente.
L’accordo non è semplicemente un documento formale, ma un investimento strategico per il futuro della sanità molisana, un atto di responsabilizzazione verso la comunità e una promessa di una assistenza più umana, efficiente ed equa.








