Molise: Rilancio Sanitario con le Case di Comunità

La Regione Molise sta delineando un’architettura sanitaria inedita, incentrata sull’evoluzione dell’assistenza primaria attraverso l’implementazione di Case di Comunità, un progetto strategico volto a ridefinire il punto di accesso e la qualità dei servizi offerti alla cittadinanza.
L’approvazione delle linee guida da parte dei commissari Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo rappresenta un passo fondamentale verso un sistema sanitario più capillare, reattivo e orientato al paziente.

L’iniziativa, con l’obiettivo di rendere operativi i tredici presidi – suddivisi in sette Hub e sei Spoke – entro il 2026, si inserisce in un contesto nazionale che guarda alla prossimità come elemento chiave per affrontare le sfide demografiche, epidemiologiche e socio-assistenziali del nostro tempo.
L’adozione di questo modello organizzativo non è una semplice riorganizzazione fisica, ma una profonda trasformazione culturale e operativa del sistema sanitario regionale.
Le Case di Comunità Hub, concepite come punti di riferimento territoriali, fungeranno da perno per l’offerta di servizi specialistici, consulenze multidisciplinari e attività di prevenzione, con una garanzia minima di presenza medica pari a 24 ore settimanali, in linea con i requisiti stabiliti dal Decreto Ministeriale 77/2022.
Le Case Spoke, invece, si focalizzeranno sulla gestione di problematiche sanitarie di base, offrendo un supporto continuo e personalizzato, con una presenza medica programmata per almeno sei giorni su sette, e una quota oraria superiore a quella definita per gli Hub, riflettendo la necessità di un’attenzione costante e mirata.
Questo approccio “ibrido” – Hub e Spoke – è cruciale per garantire una risposta appropriata alle diverse esigenze della popolazione, creando una rete integrata capace di gestire la continuità assistenziale lungo l’intero arco della giornata e della settimana.
Si prevede un’interazione costante tra le due tipologie di presidi, con la possibilità di referral e condivisione di informazioni per ottimizzare il percorso di cura del paziente.
L’implementazione di questo modello non si limita alla sola presenza di personale medico, ma implica la creazione di team multidisciplinari, che includano infermieri, figure professionali sanitarie (OSS, educatori, fisioterapisti, etc.

) e, in futuro, anche tecnologie digitali per la telemedicina e il monitoraggio remoto dei pazienti.
L’obiettivo è creare un ambiente accogliente e orientato al benessere, in cui il paziente si senta ascoltato e supportato nel suo percorso di cura.
Il progetto mira a rafforzare il legame tra la sanità regionale e il territorio, promuovendo la partecipazione attiva della comunità e favorendo l’integrazione con i servizi sociali e le realtà locali.

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