Il futuro dei comuni montani italiani, intrappolati in una spirale di spopolamento decennale, potrebbe risiedere nel fenomeno del neopopolamento.
Questa visione, sostenuta dal sindaco di Capracotta, Candido Paglione, emerge dal Rapporto Montagne Italia 2025, un’analisi approfondita, promossa dall’Uncem e realizzata nell’ambito del Progetto Italiae del Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie, che traccia un quadro dettagliato delle sfide e delle opportunità che caratterizzano i territori alpini e appenninici.
Il Rapporto Montagne Italia 2025 non si limita a una mera fotografia della situazione demografica, ma indaga le complesse dinamiche sociali, economiche e ambientali che plasmano la vita in montagna.
L’esperienza positiva delle Alpi, dove il neopopolamento sta già attenuando i danni dello spopolamento, offre un modello potenzialmente replicabile anche nelle aree appenniniche, come l’Appennino molisano.
Capracotta, che ha subito un drastico calo di popolazione negli ultimi cinquant’anni, con un numero di residenti che si attesta sui 750, ma che in estate può raggiungere le 6000 unità, incarna perfettamente questa dicotomia.
Questo picco estivo testimonia un interesse latente per la montagna, un desiderio di fuga dal caos urbano e di riscoperta di uno stile di vita più autentico.
Per trasformare questo interesse occasionale in una presenza stabile, è necessario un approccio strategico che vada oltre le semplici politiche di incentivazione.
Secondo il sindaco Paglione, il neopopolamento deve essere affiancato da una destagionalizzazione efficace del turismo, che implichi un potenziamento radicale dei servizi essenziali.
L’autonomia dei singoli comuni, spesso limitata da risorse e competenze, non è sufficiente per affrontare queste sfide.
È imprescindibile superare i particolarismi locali e promuovere la cooperazione tra i comuni montani, ma anche instaurare un dialogo costruttivo con i comuni delle città, creando sinergie e scambi di competenze.
La sanità rappresenta un nodo cruciale.
Garantire l’accesso a servizi sanitari adeguati, con la presenza stabile di personale medico, infermieristico e di un’ambulanza, è un fattore determinante per attrarre e trattenere residenti.
La montagna, inoltre, possiede un patrimonio inestimabile di risorse naturali, che possono diventare motore di sviluppo sostenibile.
L’acqua, l’energia eolica e la biodiversità sono solo alcuni esempi di beni che possono generare reddito e creare opportunità di lavoro, a condizione che vengano gestiti in modo responsabile e partecipativo.
Paglione suggerisce una tariffazione dell’acqua che preveda una quota destinata ai comuni montani, riconoscendo così il loro ruolo di custodi di questa risorsa.
L’agevolazione fiscale per chi sceglie di vivere e lavorare in montagna, come avviene in molti paesi europei, rappresenta un ulteriore incentivo.
Incentivi contributivi e sgravi su combustibili per il riscaldamento, soprattutto nel periodo invernale, potrebbero rendere la vita in montagna più attrattiva e accessibile.
Il sindaco Paglione esprime fiducia in un futuro migliore, convinto che la crescente ricerca di un cambiamento di vita possa essere intercettata attraverso un’offerta di opportunità concrete e sostenibili, che sappia valorizzare il patrimonio naturale e culturale della montagna, offrendo un’alternativa valida e desiderabile per chi cerca una vita più autentica e a misura d’uomo.
Il neopopolamento, quindi, non è solo una strategia demografica, ma un progetto di rinascita per l’intera montagna italiana.