venerdì 29 Agosto 2025
21.8 C
Campobasso

Pellegrinaggio a San Domenico: fede, tradizione e Appennino

Un ponte di fede che unisce due regioni, un cammino antico come la storia stessa dell’Appennino: è il pellegrinaggio a San Domenico abate, un rito che si rinnova ogni anno, trasformando il paesaggio tra il Molise e l’Abruzzo in un palcoscenico di devozione popolare.
Quest’anno, oltre cento fedeli, provenienti da Fornelli, in provincia di Isernia, hanno intrapreso la traversata a piedi, concludendo il percorso a Villalago, nell’Aquilano, dopo due giorni di cammino.

Il pellegrinaggio non è una semplice passeggiata tra monti e valli, ma un’immersione profonda in una tradizione secolare, un’espressione tangibile di un legame spirituale che si tramanda di generazione in generazione.
San Domenico abate, figura chiave del monachesimo benedettino, vissuto tra il X e l’XI secolo, rappresenta un punto di riferimento per la comunità locale, un esempio di spiritualità e di impegno sociale.

La sua figura, permeata di umanità e di saggezza, ha lasciato un’impronta indelebile nella cultura e nelle tradizioni del territorio.
Il corteo dei pellegrini, arricchito dalla presenza simbolica di un cavallo, ha seguito un itinerario preciso, un sentiero antico che si snoda attraverso paesaggi appenninici di straordinaria bellezza.

Ogni passo è un atto di fede, una preghiera silenziosa rivolta al santo.
Il percorso non è solo fisico, ma anche spirituale, un viaggio interiore alla ricerca di significato e di connessione con il divino.
L’arrivo a Villalago è un momento di intensa emozione.

L’ingresso in ginocchio nella chiesa dedicata a San Domenico, affacciata sul lago che ne porta il nome e incastonata tra le Gole del Sagittario, è un gesto di umiltà e di rispetto.

I fedeli percorrono la navata in un silenzioso rituale, evitando di voltare le spalle al santo, un segno di venerazione e di riverenza.
La giornata culmina con il “bacio delle croci”, un rito simbolico che sancisce l’unione delle confraternite dei due paesi.
È un momento di forte impatto emotivo, testimoniato dalla presenza di numerosi visitatori: turisti attratti dalla particolarità del rito, emigrati che ritornano alle loro radici e fotografi desiderosi di immortalare un evento unico.
La devozione a San Domenico non si esaurisce con il pellegrinaggio.
A Villalago, il 22 gennaio si celebra la tradizionale “accensione delle fanoglie”, grandi falò comunitari che illuminano la notte.

Ancora più suggestiva è la celebrazione di Cocullo, dove il primo maggio la statua del santo viene portata in processione ricoperta di serpenti, un’immagine potente che racconta la sua reputazione di protettore contro i morsi degli animali velenosi, un legame ancestrale tra la fede e la protezione dal pericolo.

Il rito di Cocullo, in particolare, testimonia l’ingegno e l’adattamento culturale delle popolazioni locali, che, attraverso la simbologia del serpente, hanno creato un’espressione unica di devozione popolare.

Il pellegrinaggio a San Domenico abate non è solo una tradizione religiosa, ma anche un patrimonio culturale immateriale che racconta la storia di un popolo, la sua fede, le sue radici e il suo legame con la terra.
È un ponte che unisce due regioni, due comunità, due generazioni, e che si rinnova ogni anno per celebrare un santo, una tradizione e un’identità.

Author:

- pubblicità -
- pubblicità -
- pubblicità -
- pubblicità -