Pozzilli: Licenziamenti Unilever, crisi occupazionale e rabbia dei lavoratori.

La comunità di Pozzilli, Molisano, si trova sull’orlo di una crisi occupazionale di proporzioni significative, con l’imminente licenziamento di 58 lavoratori da parte dell’impianto Unilever.

La drammatica decisione, annunciata ufficialmente, è il culmine di un percorso travagliato segnato da promesse disattese e un intreccio di responsabilità complesse che coinvolgono multinazionali, enti pubblici e dinamiche economiche globali.
Le organizzazioni sindacali Femca-Cisl, Uiltec-Uil, Filctem Cgil e Fialc-Cisal, in una ferma denuncia, sottolineano come questo atto vada contro il contributo umano e professionale che i lavoratori hanno offerto all’azienda in oltre quattro decenni.
In segno di protesta e per rivendicare il diritto al lavoro, i sindacati, unitamente agli operai, hanno programmato una manifestazione davanti alla Prefettura di Isernia, un gesto di disperazione e una richiesta di intervento urgente.
L’incubo è iniziato nel 2022, quando Unilever, nel contesto di una riorganizzazione globale, ha annunciato la cessazione della produzione di detergenti a Pozzilli.

Inizialmente, la prospettiva di chiusura appariva ineluttabile, ma grazie all’intervento dei sindacati e alla riconosciuta eccellenza delle competenze locali, si è aperto uno spiraglio: la riconversione dell’impianto verso il riciclo della plastica, destinato a supportare le altre sedi del gruppo a livello internazionale.

Questo piano ambizioso, presentato come un’opportunità di rilancio e di creazione di valore aggiunto, si è concretizzato a giugno 2023 con la firma di un accordo ministeriale, supportato da un finanziamento di 109 milioni di euro.

La realizzazione concreta del progetto, tuttavia, è rimasta bloccata per mesi, vittima di un intricato labirinto burocratico e di una serie di problematiche che hanno rallentato il processo di approvazione da parte di Invitalia.
Perizie affidate a figure apparentemente prive delle competenze specifiche richieste, ritardi ingiustificati e difficoltà nell’attuazione del piano hanno contribuito a creare un clima di incertezza e frustrazione.

L’intervento diretto del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del Ministro Raffaele Fitto, sollecitato da una manifestazione pubblica a Campobasso, aveva inizialmente generato un barlume di speranza, con la promessa di una decisione positiva da parte di Invitalia entro il 15 dicembre.

La mancata approvazione, tuttavia, ha spinto Unilever a revocare gli impegni presi, culminando nella comunicazione dei licenziamenti.

La situazione è talmente critica che i lavoratori, sentendosi traditi e abbandonati, minacciano di intraprendere azioni legali e iniziative che i sindacati non sarebbero in grado di gestire.

La vicenda di Pozzilli non è solo una questione locale, ma un campanello d’allarme sulle fragilità del tessuto industriale italiano, sulla dipendenza dalle decisioni di multinazionali e sull’importanza di garantire un sostegno concreto alle comunità che investono il proprio futuro nello sviluppo economico del paese.
La vertenza Unilever di Pozzilli si configura dunque come un caso emblematico delle sfide poste dalla transizione industriale e dalla necessità di un approccio più umano e responsabile nella gestione delle risorse umane.

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