Dopo diciassette anni di silenzio e abbandono, il portone dell’Istituto Nautico di Termoli si è riaperto, segnando l’inizio di una nuova fase per l’edificio e per l’intera comunità.
La giornata ha visto la presenza di funzionari dell’Agenzia del Demanio provenienti da Pescara, affiancati dal sindaco Nicola Balice, per il primo sopralluogo tecnico nell’ambito del Piano Città, un’iniziativa volta alla rigenerazione urbana attraverso il riutilizzo di patrimoni immobiliari pubblici.
L’accordo programmatico, formalizzato il 23 dicembre scorso, è il frutto di una sinergia tra la Regione Molise, rappresentata dal Presidente Francesco Roberti, l’amministrazione comunale e l’Agenzia del Demanio, con il supporto del responsabile regionale Abruzzo e Molise, Caterina Micossi, e del Direttore Marittimo dell’Abruzzo, del Molise e delle Isole Tremiti, Capitano di Vascello Daniele Giannelli.
Questo accordo ambizioso non si limita alla mera ristrutturazione edilizia, ma mira a una vera e propria trasformazione funzionale e sociale dello spazio.
La visione per l’ex Nautico è quella di un centro culturale vibrante, che integri teatro, biblioteca e un accogliente caffè letterario, un luogo di incontro e di crescita intellettuale per la città.
La scelta tra la ristrutturazione dell’edificio esistente e la costruzione di nuove strutture, più moderne e rispondenti alle esigenze contemporanee, è ora nelle mani dei progettisti del Demanio, i quali dovranno valutare la fattibilità tecnica ed economica di entrambe le opzioni.
“Si tratta di una rivoluzione che si fonda sulla valorizzazione del passato”, ha dichiarato il sindaco Balice, sottolineando come l’intervento miri a preservare l’identità del luogo, minimizzando l’impatto urbanistico.
Il progetto di riqualificazione si estende oltre i confini dell’ex Nautico, interessando anche il lungomare cittadino, con un intervento che partirà dall’ex distributore Shell fino alla piazzetta di Rio Vivo, creando un collegamento strategico tra le zone a maggiore vocazione turistica.
La giornata di riapertura ha rappresentato un primo passo cruciale, un momento di verifica per i tecnici incaricati, i quali dovranno determinare se la strada migliore sia quella del recupero conservativo o della ricostruzione ex novo.
L’obiettivo primario rimane quello di restituire alla città un bene prezioso, reinterpretato in chiave contemporanea e integrato nel tessuto urbano, simbolo di una Termoli più dinamica, inclusiva e proiettata verso il futuro.
La preservazione dell’identità storica dell’edificio, unitamente all’innovazione funzionale, costituisce il fulcro di questa operazione di rigenerazione urbana, un impegno concreto per la comunità e per le generazioni a venire.








