Sanità Molise: Crisi Profonda e Riforme Urgenti

La sanità molisana si trova a fronteggiare una crisi sistemica, un intreccio complesso di fragilità strutturali e mancate opportunità di sviluppo che la pongono al di sotto delle medie nazionali e mette a rischio il diritto alla salute dei suoi cittadini.

La dimensione ridotta della regione, un fattore intrinseco che complicherebbe comunque l’organizzazione di una rete sanitaria robusta e capillare, è ulteriormente aggravata da una gestione commissariale protratta nel tempo, un palliativo che ha finito per cristallizzare le inefficienze e soffocare l’innovazione.

Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, denuncia con chiarezza un quadro allarmante: la regione non garantisce un livello essenziale di assistenza, il cosiddetto “minimo sindacale”, lasciando i cittadini privi di prestazioni basilari.

L’analisi evidenzia una carenza critica di risorse umane – medici e personale sanitario – la più bassa tra tutte le regioni italiane, un dato che riflette un cronico sottoinvestimento e una difficoltà nel trattenere e attrarre professionisti qualificati.

Questo deficit di personale si traduce in tempi di attesa prolungati, difficoltà di accesso alle cure specialistiche e una qualità complessiva del servizio compromessa.

Il commissariamento, concepito come strumento di emergenza per risanare il sistema sanitario, si è rivelato un fallimento.
L’esperienza molisana, condivisa da altre regioni del Sud, indica come questo meccanismo, lungi dall’essere una soluzione, abbia spesso perpetuato la crisi, generando un circolo vizioso di interventi temporanei e mancati investimenti strutturali.

La critica di Cartabellotta è lapidaria: il sistema di affiancamento statale non ha raggiunto i suoi obiettivi, trasformandosi in una sorta di “esame di riparazione” con criteri inadeguati.
La situazione richiede un cambio di paradigma a livello centrale.

Non basta una mera revisione dei piani di rientro; è necessaria una riforma profonda che ne ripensi le modalità di implementazione e i criteri di valutazione.

Bisogna superare l’approccio emergenziale e abbracciare una visione strategica a lungo termine, che preveda investimenti mirati, il rafforzamento della governance locale e la promozione di modelli organizzativi innovativi.

La sfida per il Molise non è solo quella di recuperare il ritardo accumulato, ma anche di costruire un sistema sanitario resiliente, capace di rispondere alle esigenze di una popolazione che invecchia e di affrontare le sfide poste dalle nuove tecnologie e dalle malattie emergenti.

È imperativo che il diritto alla salute non sia più una promessa disattesa, ma un diritto effettivo e garantito per tutti i cittadini molisani.

La riforma del sistema sanitario non è un costo, ma un investimento nel futuro della regione e nel benessere della sua comunità.

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