Sanità Molise: SOS dal Pronto Soccorso, una Comunità a Limite.

La scena è impressa nella memoria: il pronto soccorso, un teatro di emergenza dove la dedizione di medici e infermieri si scontra con l’evidenza di un sistema al limite della saturazione.

Non si tratta di semplici “miracoli” occasionali, ma di un’inversione di prospettiva necessaria, un atto di rottura con l’inerzia che ha condotto il sistema sanitario molisano a questo punto critico.
Il racconto, condiviso con lucidità dalla sindaca di Casacalenda, Sabrina Lallitto, è la voce di una comunità che grida aiuto, una fotografia impietosa di un territorio soffocato da una crisi pluridecennale.

Il problema non è una mera carenza di personale, sebbene la perdita del 30% dei medici ospedalieri e l’esodo di centinaia di infermieri in questi diciotto anni di commissariamento sanitario siano cifre drammatiche.
È una questione di visione strategica, di programmazione assente che ha disarticolato la rete sanitaria regionale, lasciando intere aree – Isernia, Agnone, Termoli, Larino, Venafro – prive di servizi essenziali e costringendo i cittadini a riversarsi nei pronto soccorso, saturando ulteriormente un sistema già sotto pressione.

Il vuoto lasciato dalle guardie mediche, un deserto di assistenza, amplifica ulteriormente questa spirale di disagio.
La sindaca denuncia con coraggio la responsabilità condivisa, superando la logica del capro espiatorio.
Riconosce che non è possibile rimproverare un singolo amministratore per la fragilità di una situazione così complessa e radicata, una condizione esacerbata da scelte politiche e gestionali che hanno privilegiato interventi marginali, come l’abbellimento di aree urbane, a discapito di investimenti strategici nella sanità.
La soluzione non risiede in gesti simbolici o in proteste temporanee.
Richiede un cambio di paradigma a livello nazionale e regionale: un aumento significativo dei posti nelle scuole di specializzazione medica, un piano di incentivi mirati per attrarre e trattenere professionisti nelle aree interne, un investimento strutturale nelle infrastrutture sanitarie, focalizzato sull’umanizzazione delle cure e sull’innovazione tecnologica.
È necessaria una programmazione a lungo termine, che proietti lo sguardo almeno a un decennio, anticipando le esigenze future e garantendo la sostenibilità del sistema.
La denuncia della sindaca è un appello alla responsabilità collettiva, un monito a superare le divisioni politiche e a mettere al centro il benessere dei cittadini.
Perché, al di là dei ruoli istituzionali, siamo innanzitutto e soprattutto persone che vivono in questa terra, cittadini che aspirano a una sanità pubblica efficiente, accessibile e equa.
La battaglia per la sanità molisana è una battaglia per la dignità umana, una lotta che non può arrestarsi finché non vedremo un futuro più giusto e sano per la nostra comunità.
La sfida è complessa, ma la speranza, alimentata dalla passione e dalla resilienza di chi si dedica ogni giorno alla cura degli altri, non deve mai spegnersi.

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